&r- ^^^ !• A tìiìiiJr \ ■ 4 SAGGIO SULLE QUALITÀ' MEDICINALI DELLE PIANTE' DELLA JFLOHA napolitana, E Stilla maniera di servirsene per surrogarle alle droghe esotiche DEL DOTT OR ! MICHELE TENORE- NAPOLI 180K Nella Tipografia Ceda « klBRAKYf NEW YORK! [BOTANICA^ P R E A M B %s XVI Entre i dotti di tutte le accademie dell Europa continentale dirigono la loro attenzione sulla ricerca. de' prodotit nazionali che possono surrogarsi ai generi coloniali, mentre si fondano de' premj per ricompensare la felice riuscita di chi si rivolge ad occuparsi di questo interessante oggetto , mentre per ogni dove la languente umanità reclama i suoi dritti contro le ingiuste misure de" nemici del continente che , facenio gravitare sulla da'! 'e pia rispettabile degli uomini il peso delle po- litiche dissezioni de 1 Stati , vietano con decreti f e» sportazione della corteccia peruviana ; che si direb* be di noi , se chiudendo gli occhi ai vantaggi che et presenta l ujbsrtà del nostro suolo , Così, ricco in piante me. {iemali , vorremmo ricusare dì stendere la nostra mano benefica in soccorso di miseri infermi, che , privi di quelli ajut't che la natura provvidamente à sparso su tuffi sì ti della terra , diventano vittime delle più pertinaci malattìe ; e non conoscono in quante facili givse possa riuscirsi a riparare alla mancanza dì questi se/nplice non solo , ma anche a quella àf tutto il resto d Ile droghe esotiche , che , o per V esor* hitanza del prezzo , o per la totale penuria che se ne prova , special m.ente nelle Provincie del Regno rie&Sf quasi imponibile di adoperare . ) • 2 Determinato per i scelta e per mestiere alla studio delle piante , mi so» creduto neW obbligo dì occupar- mi indispensabilmente di questo importante servigio* che pesiamo rendere air u naniì à , e di cui potremo ora ptucchc mai far sperimentare i benefici tffetti alle popolazioni del Reg :o . In diversi viaggi che per dodici anni ò effe 't ni t^ nelle Provincie , e specialmente in quello che nelT an- no scorso eseguii ngli Abruzzi d'ordine del Governo^ o avuto occasione di conoscere di quali preziose p:an- te il nostro suolo abbondi, ed ò fatto eco alle giu- ste doglianze di coloro che prima di me si sono occu- pati delle nostre p 1 ante , ed àn' declamato contro P incon-. siderato abuso delle droghe esotiche , e la totale non cu- ranza dell'eccellenti qualità delle piante nazionali. Noti bastava certamente che io ne avessi arricchita la mia col- lezione , era d' uopo sformarsi a divulgarne /' uso , ed in- dicare la maniera di servirsene . Da un altri canto io de- plorava lo sfato di avvilimento in cui giacciono nelle Pro- vincie , le farmace , ed i ministri dell arte curativa , perchè privi dS soccorsi , che la loro arte implora dai prodotti vegetabili. Appena pechi costosi articoli sono lazialmente- richiesti dai primi , quelli stessi che cento costanze astrìngenti ed amare , tra quale la genziana , /'/ centauro , la quercia , la gàriafillata, la verbena la camomilla erano surrogate alla china) fi- ristoìocnia , il ditramo , // botris si adoperavano i» luogo della serpentari , la pollala vogare rimpiaz* Sava quella di virginia . In seguilo C amore della no- vità e la faciltà di proccurarsi le droghe oltramarine» à fatto trascurare a nostro danno ,ed à mandato qua- si in obblio la bella serie delle piante officinali Euro- pee ; ed al presente , mentre nelle officine la vigilanza di coloro che presiedono alla medica facoltà , va a rintracciare il legno aloe , lo schenanto e la mirra » poco o nulla s* interessa della mancanza della gen* pianella , del centauro , della bistòrta , della gario- Jillata ce. Con questo mìo opuscolo , ò cercato di richiamare 2' attenzione dei medici e del Governo so queste per* duts tracce del? antica farmacologia vegetabile , e / 4 mentre mi sono particolarmente attaccato ad indicar* ie piante indigene che possono rimpiazzare f esotiche fion ò tralasciato di arricchire ti mio lavoro di tutte ie notizie che riguardano l intera serie delle piarle officinali del nostro Regno , e che debbono ugualmente interessare i farmacisti , ed i medici . E siccome soit persuaso che moltissime delle piante da me riportate non sono da essi conosciute ; perciò non tralascio in questa occasione di esibirmi a corrispondere con quelle persone che animate dal sacro amme del bene pubbli- co , vorranno chiedermi degli ulteriori schiarimenti sulla conoscenza delle piante da me indicate , o anche incà~ ricarmi delle spedizioni de' saggi e delle commissioni che ne rig ardano lo spaccio t non di rado affidato s f ertone inesperte e volgari „ 5 * $ ® & $ #J : $ #0* DISCORSO PRELIMINARE, 'l/TJantunque nello scrivere questo saggio , ahro non ini abbia proposto , che offrire ai medici ed ai farmacisti specialmente delle province una serie di notizie die riguardano gli usi medicinali delle no- stre piant* indigene ; tutta via essendo persuasa che la scelta di un metodo è sempre indispensabile per trattare con successo un' oggetto qualsivoglia, per- ciò mi sono veduto nell' obbligo di adottare un pia- no di classifica7ione non dissimile da quello che Suole seguirsi da coloro che si occupano di un com- pleto tra'tato di materia medica . Essendomi in for- ata di ciò ap[licató ad esaminare attentamente le classificazioni , che su questo proposito da tanti in- signi uomini sono sta e prodotte , debbo mgenuamen-» te confessare che non poco impicciato mi son vedu- to , quando ò dovuto cercarne una tra esse che fos*» se interamente d* accordo colle più ragionevoli idee che formano 1' appannaggio della filosofica e sublime medicina che professiamo a nostri giorni , Io prego i miei lettori a volermi permettere di esporre fil filo l'analitico esame che mi è servito di guida in questa ricerca , e mi Jus.ngo che mentis 6 còsi ci condurremo quasi insensìbiT mente alia scelta del metoao che desideriamo rinvenne , non man* cheremO ne! tempo stesso di raccogliere man mano delle proficue illazioni , dirette a spandere una viva luce su le teorie che conducono a far combaciare il più felice risultato delle moderne fisiologiche e chi» miche dottrine col più salutare e giudizioso eserci- zio dell' arte curativa . Quando si volesse gittare una rapida occhiata sa la storia antica della medicina , non si tarderebbe a conoscere , che secondo i diversi sistemi che in diffe- renti tempi l' anno dominata da Ippocrate fino a Boerave , così le classificazioni dei rimed) sono sta- te sempre modellate sopra div. rsi principj , non di rado inconseguenti e contradittorj . Tralasciando i settar'i meno generalmente cono- sciuti , e fermandosi soltanto Sopra quelli che anno fissate le più strepitose epo-he della Medicina , rio vedremo essersi cesi praticato dogli Umoristi , dai Meccanici , e dagli Chimici . 1 primi sostenuti dalia imponente autorità d' Ippocrate e di Galeno , altro non vedendo nelle malattie (he la presenza di una causa morbifìca materiale , capace di sconvolgere il regolare giuoco delle funzioni , credettero che la di- loro guargjone si aggirasse unicamente circa l'eva- cuazione di questa pretesa materia morbifìca , e per- ciò non conobbero che soli evacuanti . Tut:' i rime- à) secondo essi si riducemmo in purgativi , diureti- ci , sudoriferi , espettoranti bc. I meccànici proda* 7 mando le teorie di Asclepiade , Temìsone , BoreIJi , Bellini , ridussero l'esercizio delle animali funzioni a puro giuoco di forze dinam che ed idrauliche ; la diversa configurazione delle molecole umorali era secondo essi la cag'on prossima delle malattìe , e perciò bisognava con me2zi meccanici , ora togliere la morbosa forma angolare predominante in certe malattie , ora assottigliare la forma sferica che ne caratterizzava delle altre , ora tendere, ora rilascia» re. QnindiN nacquero le loro classificazioni dei ri*> medj in rilasciane , consolidanti , attenuanti adden- santi, temperanti, diluenti ec. I chimici, alla testa de' quali NX'anhelmont , Silvio , e WsUis , ridussero a puro giuoco di chimiche azioni tutto ciò che ali animale Economia si appartiene, e ne inferirono che nella guarigione de' mali era d'uopo neutralizzare ora un'acido ed ora un'alcali predominante ; ebbe- ro così origine le distinzioni de' rimedj antacidi , antialcalini ec. Rovesciati tutti questi sistemi , era ragionevole che anche sparissero molte di queste immaginarie clas- si di rimed) . In un epoca in cui le dottrine medi- che sono tormentate all' analisi della più severa filosofia , farebbe certamente vergogna il vedersi conservata in un trattato di materia medica una. classe di raddolcenti , la di cui istituzione è dovuta ai meccanici che immaginarono che la forma rotonda delle loro molecole temperasse V asprezza degli umo- ri , le dicui panicele emisi rese angolose . Lo 5t€ " % «o dicasi degli attenuanti che aveano le particelle acute in opposizione di quelle degli umori rese so« verdemente ottuse , e cosi delle altre classi pog« gate sopra chimeriche teorie . Neil' epoche della Medicina più a no ; vicine tre grandi nomi si presentavano alla mia mente che fa* cevano sperarmi di non ricorrervi infruttuosamente per la ricerca che mi occupava : Boerave , Ailer t Cu'len . Io mi sovveniva che la medicina doveva al primo uno de' più grandi passi ch'essa abbia segna- to verso la suj perfezione , avendo egli iatto concor- rere lo studio d« tutti gli esseri che anno de* rap- porti coli' uomo con quello dell' uomo istesso , ed essendosi giudiziosamente servito delle teorie di tut- ti i settarj che Jo avevano preceduto per operar? una riforma nella scienza medica , ed edificare un sistema , di cui tuttocchè al presente non se ne ren- dono utili che de* frammenti isolati , tuttavia insegnò ai medici la vera strada e la più filosofica maniera, «Hi applicarsi vantaggiosamente . alla scienza dell' uo-» ino. Ma riflettendo dall'altra parte che nel suo sj» stema sono poco calcolate le lepgi del principio vi- tale che regolano e moderano tutte le altre subaU terne forze degli esseri viventi , perciò non tardai ad avvedermi , che nella sua classificazione dei ri- medi sono trascurate le vedute più interessanti , ond* è eh* essa non potea in modo alcuno servirmi di modello. All'Illustre AMer avrebbe potuto riuscire di applicarsi con miglior successo all'esame del va* lot-e delle forze 3e* rimedi se avesse egli riconosciu- to nella sua irritabilità della fibra musculare , non già una faco'tà affatto esclusiva di questa parte or- ganica , ma bensì una modificazione di quella proprie- tà inerente a tutto il sistema organico in generale che lo rende suscettibile di risentire l'azione de' sti- moli . Abbagliato il professore di Edimburgo dalla sua teoria dello spasmo niente di meglio produsse sulla dottrina delle forze de' medicamenti di ciò che da suoi predecessori erast stabilito. Così deluso nelle mie speranze , sorse nell' animo mio un' ardente desiderio di riscontrare nella dottri- na del celebre riformatore della moderna medicina, quando inutilmente avea cercato rinvenire analiz- zando i sistemi e le classificazioni prima di lui sta- bilite , molti grandi motivi sostenevano la mia aspet-* tativa , mentre non ignorava che nette sue mani la scienza della medicina trattata col metodo indutti- vo , tanto utilmente impiegato nello studio della natura , potea suggerirmi un metodo stabilito sopra ì fatti e preferibile a qualsivoglia altro sistema ipo- tetico ; ma debbo con filosofica ingenuità confessare che , dopo di questo esame , non sono stato così com- pletamente soddisfatto nelle mie mire , come dai principio mi avea augurato. In effetti quando vorremo senza spirito di prevenzione analizzare minutamen- te tutte le parti della dottrina Browniana , \ dovremo convenire che essa mentre si annunzia con un basa- mento sqlid© e f^osefìco 3 presenta poi in tutto il IO testo del suo edilìzio molti lati deboli e molte spa- ziose lacune , che senza altre opportune addizioni e ragionevoli cangiamenti , la rendono inadattabi- le agli usi dell'arte curativa. Niuno ardirà contrae stare a Brown la verità del gran principio che serve di base al suo sistema , e che tutti riconosciamo nella proprietà inerente alla £bra animale ch'egli chiama eccitabilità , e che al profondo Darwin è pia- ciuto chiamare spirito di animazione; ma la dimo- strata esistenza di questo primo importante princi-? pio non decide della verità di tutto il resto del si- stema Browniano . Egli è stato perchè abbagliati dalla troppo seducente connessione che all' Autore è piaciuto darvi colle altre parti della sua dottri- na, che uno stuolo di medici troppo facili a rice- vere le innovazioni che si promulgano nella scien- za che professano , si è abbandonato ad abbracciare ciecamente tutto il resto , e sono cosi caduti nell' esercizio della loro arte in una confusione tanto più deplorabile quando che spesso compro- mette il destino del più sacro tesoro che vien lo- ro affidato . La classificazione delle malattie stabi- lita da Brown dà origine a quella de' medicamen- ti . Nelle malattie la forza della vita eh' egli chia- ma eccitamento, e che è il prodotto dell' applicazio* ne de' stimoli sulla eccitabilità, o è accresciuta , o è diminuita . quindi due classi di malattie , di for» za , e di languore ; bisogna scemare la forza nelle prime , accrescerla nelle seconde , dunque due classi (fa' rimedj stimolanti e debilitanti : qui si arresta Brown . Egli crede dimostrare che la diversità delle malattie non dipenda che dalla diversità di grado dell 3 eccitamento o accresciuto , o diminuito , e perciò la forza dei radicamenti stimolanti è , secondo esso la stessa così nell'oppio che nella china , ne! moschio, nella cicuta, nel muriato ammonia:ale ferruginoso, nella spilla , nelle cantaridi ; soltanto diversifica nel grado d'intensità, e nella più o meno rapida dif- fusione per l' intera macchina . Vi è una scala che definisce questi gradi , e le malattie vi so- no stabilite come le temperature nella scala di un termometro . Partendosi da questo principio ì Brotyniani trascurano di calcolare le leggi che dirigono P. economia delle vite de 5 diversi siste- mi organici dal di cui complesso risulta la vita generale dell' intera macchina animale . Per essi la lebbre che attacca il principio vitale del sistema an- giolog co , V epilessia ed il tetano che attaccano quella del sistema nervoso , le scrofole, le ostru- zioni , che sono affezioni del sistema glandulare , gli erpeti e le affezioni cutanee che interessano il tessuto dermoidep , sono tutte malattie uniformi , perchè pro- dotte dalla sola diversità di gradi di debolezza genera- le , perciò la scelta dei rimedj è indifferente purché venghi fatta dalla classe de' stimolanti . Dare 1' op- pio o il moschio nelle ^malattie de' nervi , V oppio ìstesso e la china , o la picuta nelle ostruzioni , nelle febbri , nelle affezioni catanee ; tutto torna lo stesso, a. 3 IS essi si attendono al medesimo risultato ; le diverse dosi , le diverse proporzioni di stimolo debbono ri- s:abilire quel perduto equilibrio eh' è la cagion pros- sima di tutte le malattie . A fro ire però delle loro lusinghe , lo sperato effetto tallisce , e le giornaliere: osservazioni ci dimostrano quando infelicemente riu- sciamo nella guarigione de' mali , tutte le volte che patti» iT1 o da questi principi . In effetti coloro che. nella scelta de' medicamenti sono diretti da un più sano cri- ter o , anno conosciuto in forza di reiterate sperien- ze che l'oppio, mentre stimola l'intero sistema s} dirige suMa forza sensoria, che affetta in un modo tuf « to parte ilare ; che il maschio affetta i nervi general- mente e sembra rialzarne la forza motrice , che la eh na e gli astringenti tutti influiscono sulla forza irritabile della fibra muscolare , che la cicuta, il reuriato d'ammoniaca ferruginoso affettano il siste- ma glandulare , e che perciò quando si è nell' im- pegno di stabilire un giudizioso metodo curativo, nelle malattie ; bisogna tralasciare 1' oppio e gli astringenti nelle affezioni glandulari , ed appigliarsi alla cicuta, al mudato di ammoniaca , che nelle fe- bri si tralasciano questi per adoperarsi i primi , e che così in ciascuna classe di malattie deve il me- dico filosofo scegliere quella classe di rimedj che 1' esperienza à dimostrato avervi urj rapporto parti- cplare ; senza lusingarsi che, variando soltanto le do- si di due rimedj stimolanti ^ possa .sicuramente in« Jraprendersi la guarigione disegni sorta di malia *3 Da niuno parimente s'ignora clic l'essersi trascu* rato dal filosofo scozzese nella considerazione delle forze de'rimedj l'influenza delle leggi chimiche , ciò à contribuito a renderne sempreppiù difettosa la sua classificazone „ In effetti qUindo egli in- distintamente riporta fra i debi'itanti cosi gli acidi vegetabili che i minerali dimostra evidentemente dj del Sig* Darvin riu- nisce le sostanze nutritizie , né su di essa trovasi al- cuna cosa a ridire . La seconda destinata per i rime- ó) cW egli chiama editanti comprende curile sostan- ze eh? , secondo il dotto Autore , agiscono sopra tutto il sistema . Qui ci è da osservare che 1' elenco delle sue sostanze eccitanti dovrebbe essere molto più esteso di quello che lo è in effetti ( In questo elen- , co non si trovano il moschio , il castoro , la canto* ra , l'etere , gli olj volatili ; l'ammoniaca j in som- ma quasi la più importante parte de* rimedj ecci- tanti . Queste sostanze dà lui trascurate in questa classe sono riserbate per un'altra classe detta de* rititedj revertenti ( revertentia ) eh' egli annunzia come capaci di restituire il moto naturale degli or- gani , in opposizione degli invertenti che Io rove- sciano , come sono gli emetici , i drastici , e gli idragoghi . Queste due classi che non saprebbero reggere al severo esame di una giudiziosa critica , sono sostenute da alcune ipotetiche idee eh? 1' Au- tore si sforza di adornare con ingegnosi argomenti nella sua nuova dottrina medica . La terza classe che è destinata a i rimedi secretivi riunisce i rime- dj che accrescono le funzioni secretorie del corpo , questi possono in gran parte rifondersi tra gli ecci« fanti generali , all' infuori di pochi che 1' esDerien« ta dimostra esercitare realmente una particolare af- finità con alcuni nostri organi ; come è per esempio la cantaride per la vescica . Molti tra i catàrtici so*) no situati in questa classe ad alcuni de' quali come sono specialmente gli ecccprotici noii convengono le proprietà stabilite per la classe intéra ì l'olio di ulive non purga certamente accrescendo le secre- zioni del tubo intestinale , ed intanto re forma parte . Senza un gran sforzo d' ipotesi poco so- lidamente dimostrate , non potrà riceversi la sua quarta classe stabilita per gli assorbitivi , ossia per que* rimedj che accrescono J* azione de' vasi assor- benti ; dove si attribuisce all' acido zulforico uni forza assorbente che agisce sulla cut» ; al sugo del pruno spinoso una forza assorbente che agisce sulle membrane mucose , alla genziana ed all' assenzio una forza assorbente che agisce nella tonaca cellula- fé ; al nasturzo ^ ed alla senape una forza assorben- te che adisce nelle vene, e così dicasi per le altre* La quinta > e la sesta classe sono per gì' invertenti^ ed i rivertentì di cui abbiamo parlato di sopra „ L'ultima è detta degli intorpidenti ( torpentia ) ossia di quelli rimedj che diminuiscono i movimenti os* siano le funzioni naturali degli organi , e tra questi non senza sorpresa si trovano la potassa» l'acqua di calce , e gli acidi vegetabili . Abbandonando queste classificazioni de' rimedj se- condo le loro forze , è piaciuto ad altri scrittori , non il di minor merito, di seguire la distribuzione secon-* do le classi naturali , ed altri , tra quali lo stes- so Swediaur àn seguito il metodo alfabetico . A quest'ultimo è piaciuto altresì jdi riunire in un in- dice tutte le sostanze medicamentose, distribuendole secondo le loro forze ; ma nel compilarlo , egli al- tro non à fatto che registrare un dopo V altro , e senza metodo alcuno tutt*i titoli messi in uso dagli antichi e dai moderni per indicare le forze de' ri- tnedj senza eccettuarne i più strani s ed i più ipo- tetici . Che anzi per sempreppiù accrescere là lista di questi titoli vi à egli infelicemente confusi an- che quelli che. riguardano non già le forze, ma le qualità fìsiche de' rimedj , tali sono serjza alcun dub- bio le classi degli acri , amari } aromatici ^ mueik- ginosi i oleosi, narcotici , che a torto trovansi regi- strati sotto il titolo generale di index virium medicai mentorum . Itfiurto ignora che queste voci disegnano le fisiche qualità delle sostanze perloppiù vegetabi!i,stabì* lite da Linneo e riconosciute dai moderni . In forza di queste qualità le sostanze acri sviluppano una forza stimolante diuretica o corrosiva , gli amari eserc itano una forza tonica , gli aromatici sono più particolarmente stimolanti nerv ini t i roucilaginosi ed oleosi sono ammollienti i ed inarcotici sono pre- gni di un principio ehe dirige la sua forza su! sen- sorio . In questo indice delia forza de' medicamenti non sono trascurati altrettanti titoli per i tonici , i diuretici , i corrosivi , gli ammollienti , ed i sedativi p io che menano ad una inutile ripetizione delle sostan- ze già annunciate sotto i titoli delle suindicate fi- siche qualità . Siccome le distribuzioni secondo le sistematiche divisioni de' naturalisti non sono dirette a servir di' guida al medico ; perciò non l'ò seguite; e mi so- no contentato d'immaginare un sistema di clas- si di rimed; che mi è sembrato sostenuto da un so- lido ragionamento che non credo superfluo di qui riportare . Riflettendosi con accuratezza all' andamento delle funzioni che all'animale economia si appartengono, non si tarderà a conoscere che siano esse sostenute da un complesso di forze di tre generi diversi : Queste sono le forze vitali , le chimiche , e le meccaniche . Colui , che desiderando portare nelP esame delle leg- gi di questa sorprendente màcchina lo spirito di un profondo osservatore j tralasciasse di calcolarne la reciproca influenza , è fuor di dubio che ne ripor- terebbe delle imperfette , non che erronee illazioni . 11 giuoco delle forze chimiche è stato in questi ul- timi tempi dimostrato con matematica evidenza nel processo della respirazione e traspirazióne ; é con giudiziosi esperimenti è stato applicato alia spiegi- 2Ìone della digestione , delle secrezióni -, è delle escre- zioni -. Si è osservato altresì che la predominanza di qualche principio elementare nelle sostanze alimen- fcizie , dà luogo ad una morbósa alterazione neila proporzione de' pnncipj che costituì ssono prima i 90 Huidi e quindi i solidi , Si è veddto che le sosta r.zé aude scelte tra gli acidi vegetabili decomponendosi dalle forze assimilatrici , rifondevano in tutto il si- stema una dose di ossigeno che , accendendo un dol- ce grado di combustione nel principio idrocarbonio* so che forma la base dell' adipe , si opponeva al soverchio morboso accumulali: ento di onesto princi«* pio ; e si è spiegato perchè coloro che sconsigliata- mente si abbandonano all' uso dell' aceto per libe- rarsi da un' incomoda grassezza , sono accesi da un fuoco febbrile che si annunz'a col ria'zamento del polso , ed il tatto brugiante della supeifìcie del cor 41 pò. Tutt'i grandi viaggiatori anno osservato che le sostanze subacide , lo zuccaro , il cavolo fermenta* to , procurano la più completa guarigione degli equi- paggi affetti dallo srorbuto ; e ciò è sempre dovuto al grado di energia che spande nel sstema l'ossi* geno che ne forma la base , riparando nel tempo» stesso all'abbattimento delle forze ^ ed alla mancan- za di quel principio elementare decimato ne 1 fluidi dal lungo uso di cibi aridi e salsi . La china , T op^ pio , il moschio non farebbero altrettanto i perchè compensono al primo bisbgno senza soddisfare ai Secondo, che del primo è ugualmente importante. Si è scoperto che il principio astringente rintuz- za P azione delle sostanze saline . Sarebbe adun- que strano se desiderandosi analizzare il giusto va- lore della sostanze medicamentose non si vo~ lesse tener di mira l' influenza della dHoio chi* igjica azione . Questo noti significherà certamente considerare l'intero sistema del e -funzioni animali, come risolvibile in un complicato g.uoco di sempli- ci chimici processi , siccome àn fatto gli antichi , ma servirà a dimostrare, eh' è indispensabile 1' ap- plicazione delia scienza chimica allo studio dell' uo- mo . Per averla trascurata , il r.formatore Scozze- se à negate le malattie umorali , 1' influenza delie particolari classi de ? rimec.) nel medicarle, ed à clas-, eificato g'i acidi tra i debiltinti . Per persuadersi dell' influe< za che sulla nostra mac- china esercitano le frze meccaniche basterebbe ram- mentarsi che essendo essa un composto di materia non potrà già nmai totalmente emanciparsi dalle leggi che governano la materia in generale . Il principio vitale potrà alterarle e modificarle quando si voglia s ma non potrà distruggerle giammai . La fibra orga- nizzata gnardata sotto questo aspetto non lascia di ubbidire alle leggi di adesione , prosità , rarefatti» bilità ec. Il calorico , e V acqua che agiscono di con- certo per rammollire e disfare un pezzo di carne , tuttoché staccato dalla macchina vivente , vi agiran- no ancora quando questa forma parie dalla stessa macchina ; e la di loro azione consisterà sempre nell' accrescerne il volume e rallentarne quella for- %2 eh' è figlia della semplice adesione, co.sì spieghia- mo perchè col freddo h nostra macchina si irrigi- disce e rinforzi , mentre col caldo si rilascia e de«> biltia^ intanto considerando il calorico come sempli* Ce sostanza stimolante , il freddo che ne minora 1^ qaintità dovrebbe sempre indebolire, Jocchè ripu- gna al fatto . Né gioverà ricorrere all' eccesso di stimolo proporrò dal soverchio calorico , così cagio-» ne di debolézza indiretta , per così spiegare anche ìndirettiwiente la forza tonica del freddo che ne sce- ma la dose j mentre anche quando questo eccesso in a oca del tutto , come nell' intero corso dell' Inverno, non perciò, cessa di aver luogo il fenomeno di so- pra annunciato ; e ne" tifi colliquativi , quando lo sta- to di temperatura della macchina è sempre superio- re a quello di un bagno temperato non si lascia di speii, nentare la forza tonica di questa sovrana me- dicina „ Finalmente la forza vitale , la dicui essenza è tut- ta propria deglj esseri organici , signoreggia e dirige l 1 influenza delle forze chimiche e meccaniche per mo- do , che si dà luogo perciò ad un complesso di funzio- ni che né dal chimico né dal meccanico potranno imi- tarsi giammai . Ques!a forza una volta ispirata alle macchine organiche si trastonde maravigliosamente in tutte le loro riproduzioni , e ne sostiene le qua- lità in quella integrità che à ricevuta fin dal prin- cipio. Questa forza medesima essendo alterata , dà origine a tutt' i sconcerti che producono le malat- tie ; distrutta , sospende all' istante quel perenne giuoco di funzioni che tengono imbrigliata 1' azione delle forze chimiche e meccaniche , e che messe in piena attività restituiscono all' impero delle forze fj^ 03 siche generali quelle particelle dì materia eh' erano rimaste avvolte nella sfera delle forze organiche , e così precariamente involate a! di loro onnipossente do*? minio . La natura di questo principio sarà per sem- pre un' arcano . Appena ci è permesso di ammirar- ne gli effetti | tra quali è della più alta importanza quella essenziale proprietà che rende la fibra capace di essere affettata in un rn^do tutto particolare dal* la jfera dei corpi che la circondano , e di corrispon- dere a questa azione con una serie di movimenti che sostengono 1' esistenza dei corpi organizzati . Dietro queste consj^erazioni ò intrapresa la mia clas- sificazione de' rimedj . 0' divise tutte le sostanze me- dicinali in due grandi classi ; la prima sotto il titolo di stimolanti riunisce quelle che affettano la mac- china animale nel complesso de' tre generi di forze di sopra annunciati . Esse agiscono sempre stimo- lando , mentre risvegliano un movimento nella fi*? jbra organizzata considerata come depositaria delle tre forze che sostengono i! perenne giuoco delle sue funzioni ; la seconda classe è riserbata a quei rime- dj eh' esercitano una semplice forza chimico- mecca- nica su qualche parte della macchina animale , Avendo riguardo al diverso effetto che producono dietro la loro applicazione alla nostra macchina , r> diviso i rimed] stimolanti in tre classi ; queste sono de' nervini , degli alteranti , e degli evacuanti . I pri- mi , affettando l' intero sistema si dirìgono su la forza nervosa, indicando con questo nome il prjn« «4 cìpio della vita sparso nel sistemi nerveo e macu- lare . Essi sono suddivisi in tonici , astringenti , diffu* sivi , narcotici ; di questi i tonici affettano la fibra, musculare senza accrescerne la contrattilità . GÌ? astringenti esercitano una forza particolare su la fi- bra musculare eh' è seguita da un' accrescimento della forza contrattile altrimenti detta irritabilità , e che osserviamo esercitare la sua influenza sulla fi- bra anche qualche tempo dopo la morte degli ani- mali . Il processo della concia de' cuoi giustifica questa distinzione ; la genzia nella , il centauro , il quassia sarebbero infruttuosamente adoperati in que- sto processo, non avendo più alcuna forza su la fi- bra priva di vita ; mentre le galle , il mirto , il som macco posseggono questa proprietà e ,ne svilup- pano gli effetti , procurandoli un maggior grado di solidità . I diffusivi rialzano generalmente la forza del sistema nervoso senza affettare in. particolare il sensorio . il moschio , la serpentaria , la canfora , son comprese in questa classe . I. narcotici esercita- no una particolar forza sul sensorio , e sospendono talvolta il corso delie funzioni del sistema nervoso, L'oppio , la belladonna, l'aconito , 1' a.qua distila lata di lauro-ceraso appartengono a questa classe(i). (i) I medici anno osservato che l'azione dell' oppio ritarda le funzioni escretive ed assimilatoci . Si son trovate inalterate le sostanze aljrjie itti, zie fat» l rimedi alteranti mentre convengono con ì nervi- ni nella loro prima azione che è sempre stimolan- te , esercitano ulteriormente una forza particolare su di qualche sistema organico , e son seguiti da un sensibile cangiamento nell'andamento delle funzioni di quel medesimo sistema . Questi sono divisi in deostruenti , antiscorbutici , sudoriferi , ed emmenago- ghi . I deostruenti difettano particolarmente il siste- ma glandolare , come la cicuta , Tassa fetida , il ra- barbaro . Gli antiscorbutici stimolando leggermente V intero sistema ristabiliscono l'alterata proporzione de'principj elememari de' fluidi , come fanno le pian- te crucifere , e gli acidi vegetabili . I sudoriferi ri- verberano la loro azione sul sistema linfatico der- ìnoideo , come il legno santo e la bardana . Gli em« menigoghi stimolando I' intero sistema , affettano particolarmente la sfera delle funzioni uterine , co- me la mirra, la cassia, l'abrotano . I rimed; eva- cuanti , siceo r.e ò dimostrato di sopra , non lascia., b no te mangiare a bella posta ag'i animali a quali si so- no propinati i narcotici . Questa proprietà à dato luo- go ad una nuova teoria detta del contrattimelo , che fa ficonoscere in queste sostanze una forza che distrugge la proprietà inerente alla fibra di riagire all' azio- ne de' stimoli . Ma questa teoria non è ancora soli- damente dimostrata , e perciò non ò voluto fare de' contro stimolanti una classe diversa dai narcotici. 26 no di esercitare una decisa forza stimolante sul!^ cavità con cui sono in contatto $ di cui , mentre ac- crescono l'azione , promuovono 1' espu'sjone delle sostanze che vi sono comprese . Questi sono distin- ti in emetici , catartici , diuretici ed espettoranti . I primi promuovono il vomito , i secondi le evacua- zioni del basso ventre , i terzi le urine e gli ultimi 1' escrezione del moccio bronchiale . La chsse de* rimedj che agiscono per semplice forza chimico- meccanica è suddivisa in corrosivi , ammollienti ', an* liei mintici , antitodi , ant acidi , ossigenanti , e disos» sigenaiiti . 1 corrosivi agiscono distruggendo 1' ade- sione tra le molecole della fibra considerata co» me solido semplice . Gli ammollienti rallenta- no quest* adesione diradando meccanicamente lo molecole integranti della fibra medesima . Gli an- tielmintici esercitano una forza specifica sopra una eia se di animali che si sviluppano nelle prime stra- de , e sono intieramente eterogenei all' economia della nostra macchina . Gli antidoti spiegano una forza chimica , decomponendo e neutralizzando le sostanze che sviluppano nel nostro ventricolo una for- za deleteria ; così il carbonato di potassa è antidoto del muriato sopraossigenato di mercurio (sublimato corrosivo ) che decompone immediatamente . L' a* ceto è antidoto del veleno dei funghi , di cui neu- tralizza il principio ammoniacale , e forse lo è nel- la stessa guisa di tutt' i narcotici . Il mercurio po- trebbe trovar luo^o in questa classe , giacché è di= mostrato esser l'antìdoto del veleno sifilitico , sa del quale esercita un azione puramente chimica. Gli antacidi come il carbonato di magnesia, sopras* saturato agiscono per un semplice g'uoco di chimi- ca affinità . Gli ossigenanti e dissossigenanti , come gli acidi , il gas ossigeno , ì solfar j e gli astringenti svi* luppano una simile azione . Dopo di aver esposte in questa guisa quali classi di rimedj mi è sembrato, ragionevole di dover con- servare , gioverà qui istituire un rapido esame sa tutti i titoli delle forze de' medicamenti riportati neir indice generale del Sig. Swediaur , indicando quali di essi si riducono a quelli stessi da noi anno- verati , e quali siano del tutto ipotetici ed immaginar}. Titolo i. Acri . Questo titolo , siccome ò far-. to_ vedere di sopra non riguarda la forza di una classe di sostanze medicinali, ma bensì una loro fi- sica qualità dovuta alla presenza di uno de' prin- cipi presimi de' vegetabili e di alcun' insetti non ben determinato da i chimici „ Questo principio è isolato nelle sostanze corrosive, come nel ranunco- lo , nella dafne , è quasi volatile in molti diuretici come nella Scilla, nell'agi io, ed è combinato ad uri principio aromatico in altre sostanze sovente nervine, come il capsico , e l'arnica . 2. Gli astrìngenti . Questo titolo è conservato nel. Ja mia classificazione . Sono suoi sinonimi le voci stttthi t cariar) t acerbi , austeri . 28 3- Oli a hssìf 'armaci , detti altrimenti antidoti, alesi Slter) , antifarmaci s ^no conservati , 4. Gli alteranti sono conservati. 5. Gi amari sono sostanze fornite di un principio prossimo de* vegetabili gommo-resinoso , che consi- derate- per la loro forza formano la classe de' tonici 6. Gli analettici , o cordiali si confondono con £ nervini diffusivi . 7. Gli antacidi sono conservati . 8. Gli antielmintici lo sonò ancora , 9. Gli antiscorbutici formano una suddivisione de=* gli alteranti , e sonò conservati . io. Gli antisettici si riportano agli astringenti . 11. Gli antispamodici son sinonimi de' sedativi , e narcotici . 12. Gli an ti sifilitici ad eccezione del mercurio se* cordo lo stesso Swediaur , non meritano fede . Mol- ti ci essi sono diaforetici, o antiscorbutici. 13. Agli afrodisiaci si attribuisce la forza intima^ g'naria di restituire la perduta energia agli organi de, la g . "iterazione . 14 li titolo degli aromatici è compreso a torto tra qu h delle forze de' medicamenti . Essi sono, pregni, di quel principio prossimo de 1 vegetabili co- nosciuto col nome di aroma o spirito rettore , e sviluppano una forza tonica , e diffusiva . I : 5. Il titolo di balsamici da i moderni chimici è stato conservato per le resine liquide e solide im- pregnate d'acido benzoico. Esso non può esDrhìje^- 59 te una forza. medicamentosa particolare , r I balsami- ci sono diuretici . 16. I cardiaci sono sinonimi de* tonici . 27. I carminativi espeiiono 1' aria imprigionata nelle prime vie perchè sono tonici , e non si mentano uri titolo a parte . 28. I catartici sono conservati. 19. I corrosivi lo sono parimenti. qo. I debuttanti esprimono l' indiretta azione degli evacuanti . li. ì demulcenti , involventt , ottundenti t inspii* santi ec. disegnano forze chimeriche . 32. I deostruenti son conservali . 23. I J:so(rgt7ienanti sono conservati b 34. I diuretici lo sono ancora . 25. Gli emetici lo sono parimenti . 36. Gli ammollienti sono conservati . 37. Gli 'errini sono stimolanti locali „ 28. Gli espettoranti sono conservati . 29. I galattofori , o siano le sostanze rhé anno la particolar forza di accrescere la secrezione del latte sono immaginar} . 30. Gli emmenagoghi sono conservati . 31; Il titolo dei mucillaginosi non esprime uni forza di rimed) , ma una fisica qualità dovuta al'à presenza del principio mucoso. Essi sono ammollienti. 3Q. I narcotici detti ancora ipnotici , sonniferi , ja- porifsn , stupefacenti , anodi ni ; sono sinonimi di »- fattiti i SO 33. I nervini sono conservati . 34. Gli oleosi sono da considerarsi nell* esame dej« le qualità fìsiche perchè pregni di olj fìssi, essi sono catartici o ammollienti. 35. Gli ossigenanti sono conservati . 36. I rinfrescanti son compresi tra gli alteranti . 37. I risolventi , ripercuzknti son similmente compresi tra gli alteranti. 38.I tonici , o corroboranti sono conservati . 39. I sedativi sono conservati . 40. I sialagoghi esercitano una forza, stimolante sulle g'ando'e scialivali . 41. I stimolanti ci sono conservati . 42. I stomachici son compresi tra i tonici . 43. I sudoriferi sono conservati. Premesse queste geneiali considerazioni , ò voluto riunire in un indice la classificazione metodica delle piante della nostra flora , facendo precedere a cia- scuna classe V indicazione delle droghe esotiche che si bramano rimpiazzare . Indi mi occupo della storia particolare di ciascuna di esse dando il pri- mo luogo alle più energiche - t e parlo di quelle che^ riunendo più forze si anno meritato di esser ripor- tate sotto altrettanti titoli , sotto quel titolo che ne disegna la forza maggiore . 3* * I Stimo-, lanre Nervini Tonici Astringenti Diffusivi Narcotici : r Deostruenti Antiscorbutici Alteranti < Sudoriferi 1 Emmenago» Uhi Emetici Forza <$ i Catartici J g^oprotici Evacuanti^ Catartlcl 1 Drastici ,v * • *>Miti j Diuretici < ldragoghi Espettoranti ^Corrósivi I Ammollienti^ I Antielmintici Chirmca*meccàrrica< Antidoti I Antacidi j Ossigenanti | v Disossigenanti INDICE1 Delle droghe medicinali esotiche e delle nostrali che possono loro surrogarsi ; disposte secondo le loro forze t e secondo la classificazione delle fa- miglie naturai 'delle piante del Sig. JUòSIEU „ TONICI ESOTICI 1. Drimntirtzzee i. Amomum Zingiber. Lin. Zenze* ro o Gengìovo Ital. Gingembre Frane* 2. Amomum Cardamomum Lin. Cardamomo ItaL Cardamomi Frane. 3. Maranta Galanga Lin. Galanga Ital. Frane li. Lturinte 4. Mirìstica aromatica Lin. Noce mosca- ta Ital. Muscadier Frane. IIÌ. Rftacee 5. Quassia amara Lin. Quassia Ital. Fr* IV. Malvacee 6. Theobroma Cacao Lin. Cacao Ital. Cacaoyer Frane* V. "Orticacee 7. Porstenia contrayeieva Lin» Contro» jerva Ital. Contrayerva Frane. INDIGENI li S mi Iacee 1. Ruscus acpleàtiis X»in.* Tugnitopo Itaj; Fragon Frane. II. Laurinèe 2. Laurus nobilis Lin. /?/A?r0 Lai. ££#<« r/er Frane. 33 III. Vrìmulacee 3. Primula veris . Lin. Primavere. Rai. Primeverre Frane. IV. Labiate 4. Hyssopus officinalls Lin. issopo Ital. Hyssops Frane. 5, Salvia Officinali* Lin. Salvia Ita!, 5Vg the Frane. Ì7. vuìgaris L. Artemisia Ital. Armcìse ordinai" rs Frane. 18. Santolina chamaecy-parissus L-. Abrotano f emina 34 Ita!. Auront fermile Frane» 19. Tanacetmr. vulgare L. Tanaceto Ttal. TanaìsU ¥V, IX. Rubiacee lo. Rubià tinctorum L. {Lobbia lui. Garànce Frane. X. Ombrellifere 2f. Ammi majus . I». Àmmi ItaL L' Ammt Frane. 22. imperatoria Òstruthium L. imperatoria Ital. /ai» peratoire Fr. 23. Laserpitium latifolium L. iJfeo barbuto ItaL I<- jer Frane* XI. Papaveracee 24. Fumaria Officinalis L. Fumaria Ita'. Fumeterre Fr. XII. Rosacee 25. Geum urba-num L. Gariofillatà It. Beno'tte earyophyllée Fr. Stili. Orticàcee ùét Humulus Lupulus L* Luppolo H* Houblon Fr* 35 < ASTRINGENTI ESOTICI h Rubiacee i. Cinchona OfTu-ihalis . L. China ItaL Quinquina Fr. II. Rutacee Q. Quassia simaruba L. Sima^uba ìt. ti* marouba Fr. III. terebintacee 3. Brucea antidyssentericà L. ^*» vustura It. Fr» INDIGENI 1. Funghi 1. Licoperdon bovista . L. Basista It. 7^* seloup Fr. 2. Boletus igniarius L. Fungo dà esca Ital. Agarìe de xhene Fr. ÌI. /tf/^Ae 3. Lichen ìslandicus L. Lichene islandico It. III. Smilacee 4. R,uscus hypoglossuin L. Uvularta Ir. Fragon Fr. IV. Asaroidee 5. Cytinus hypocistis L. ìpocistide Ital. Hypociste Fr. V. Poligonee 6. Polygonum bistorta L. Bistorta Ital • Bistorte Fr. 7. Rumex acutus , Sanguineus L. Lappazio acuto, sanguigno Ital. Pafience aiguè Fr, VI. Piantaggine 8. Plantago rnaior Li Piantaggine Vlantain Fr. Vii. Rinantoidee 9. Veronica officinali* L. Tè «e- itfftr/e Ital, Fèrcnique Fr, 3$ Vili. Pirenacee io. Verbena officinali* Lin. Per beltà Irai. T'ervàne Fr. ÌX. Labiate ir. Aj uga reptans L. Consolida media Ita!. £»£/tr Fr. X. Boragme* 12. Lithospermum purpureo-coeruleum L. Miglio a sole Ita). Gremii Fr. XI. Àpocinee 13. Vinca minor L. ^//;ci/r/c7 Iti A/>r/e Fr« 37 55- Punica Granatimi L. Granato Ita!. Le gretta* dier Fr. XXlìmFosacee 26. Acrimonia eupatoria L. Agrimo- nia Ital. Aigremoine Fr. 27. Alchensillà vulgaris L. Alchimilla Ital. Alche* mille Fr. fi8. Frag-iria vesca L. fragola Ital. Fraisier ordinai-» re Fr. £9. Geum urbanum L. Cariofillata Ital. Benoite ca- ryophy/lè-: Fr, 30. Potentilla reptans L. Pentafillo Ital. Quinte feu'ti* le Fr. 31. Rosa gallica L. Rojt* domestica. Ital. F /*«>•*• d*i roj/er Fr. 32. Tormentilla erecta L. Tormentilla Ital. Tormen* * //7/e Fr. 33 Prunus padus , spinosa L, 34 Pytus cydonia L, Cotogno Ital. Co///* Fr. 35. Sorbus domestica L. Joróo Ital, Sorbier Fr, XXXIII. Terebintacee 36. Iuglaqs regia L. tfoce Ital, JVo/jr Fr. XXIV. Ramvoidee 37. Ile* aquifolium L. Aauifoglio Ital. #0** Fr. XXV. Amentacee 38. Quercus robur ,L. Qaercw Ital* Chine Fr. 39. Salix alba L. Salcio Ital. iWe Fr, 40. Ulmus campestris L. O/Vwo Ital. Orme Fr. XXVI. Conifere 41, Cupressus distica L. Cipresso % Cyfrès Fr, DIFFUSIVI ESOTICI. I, Asarc'tJee i. Aristolochia serpentaria L. Serpen1&< ria virginiana Irai. Serpentone Fr. II. Lauri nee 2. Laurus camphora L. Canfora Ita!. £<*»« r//>w Ita!, Opium Fr. II. Esperidee Thea bohea L. Tè It. 7/te Fr. INDIGENI L F «/e* 1. Adianthum capillus veneris L. Capelvent* re Ital. Caputane Fr. II. Asparagoidee 2* Paris quadrifolia L. £r£j Par/* Ita!. Parisette Fr. III. Chenopodoidce 3. Chenopodium vulvaria L. #*«/- vir/'d Jta!. Vulvaire Fr. 4. Phytolacca decandra L. Fìtolacca comune It. P^/« tolaque Fr„ IV. Solanacee 5. Atropa Belladonna L. 5* /A» />« lui. Favo/ somnit fere Frane, 43 XI. EspiriJee 25. Citrus aurantium L. Arancio It. Orange Frane. XU. Cisto! dee 26. Viola odorata L. Viola Ir. ^/o- lette odorante Frane. XIII. Rosacee 27. Prunus Lauro-cerasus L. Lauro» Se r aso hai. Laurier-ce'rise Fr 4 XIV. Leguminose 28. Ononìs natrix L» Teriachella Irai. Bu grane Fr. XV. Ttrebirttacee 29. Rlius radicans L. F#.?A?/ Fr. XVI. Amentacee 30. Populus n'gra L. Pioppo ltal 4 Tsuplier Fr. DEOS fR UENTI j j T. Giglìacee 1. Aloe perf oliata succotrina L. i*/o£ succotrina Ita], u4/om Fr. II. Polygonee 2. Rheum palmatum L. Rabarbaro It; RAubarbs Fr* III. Ombrellifere 3. Ferula assa foetida Liti. .4$mi /e Fr. 30. — — officinalis L. Erisamo Ital. Pè/<*r Fr. ilo Raphanus sativus L= Ravanello It. 2W« Fr- $5 i2. Sisyirrbrium nasturtium L. CreseioAe Ital. Crei* son de fontaine Fr. 13. Thlaspi bursa pastoris L. Erba cancro Ira^ Bourse des bergers Fr. Vii. Ùerdmidee 14. Oxalis acetosella L. Acetose!" là L. Ósetìle des buch^rons Fr. Vili. Cistoìdee 15. Viola tricolor L. F/jA* incoio* ve Ital. Pensée Fr. IX. Cariofillee io. Saponaria cfficinalis L. Saponaria. Ital. Saponaire Fr. X. Sassifragee 17. Ribes rubrum L. -R/'^j roiJ» It. Groseilles rouges Fr. XI. RoMcee 18. Agrimonia eupatoria L. Agitino* lì'ta Ital. Ài gre moine Fr. 19. Rubus idaeus L.Framboasse Ital. FramboiseVt ^ XII. Urticacee 10. Xanthium spinosum L. Lappola spinosa Ital. Lampourde epineusc Fr. 21. — — — strumarium L. Lappola It. Lampourde Fr a XIII. Amentacee 22. Ulmus campestris L. O/wo It., Orwze Frane. SUDORIFERI £ S T / C / I. Laurinee 1. Laurus sassafrass. L. Sassofrasso It, Sassafras Fr. II. Rutacee 2. Gua;acum officinale L. Gvajaeo, le* gno santo ItaU Gtfr/tfw Fr. 4? INDIGENI I. Ebenacee i. Diospyrós lotus L. Legno santo Ita], Ehénicr Fr. II. Chenopodioìdee 2. Chenopodium ambrosioides L. Ambrosia Jral. /incerine odorante Fr. III. Cinarocefale 3. Arcuimi lappa L. Bardana If. Bardane Fr. 4. Carlina acaulis L, Carlina l'a 1 . Carline Fr. 5. Centaurea benedicta L. C^n/o .sa «A? Ita!. Ctar- i/0» ó^W/ Fr. IV. Caprifoliacee 6. Sambucus nigra L. Sambuco Ital. Sureau ordinaire Fr. V. Chelidonee 7. Fumaria officinalis L. Fumaria It. Fumeterre ordinaire Fr. VI. Titimaloidee 8. Buxt|s sempervirens L. itou? Ital. 5»/* Fr. EMkENAGOGHI ESOTICI 1. Laurtnee 1. Laurus cassia L. Cassia lignea Ita^ 2. Laura* myrra ? L. Af/Vra Ital. Myrrhe Fr. INDIGENI I. cìperoides 1. Cypewus longus L. C/ferc It. £0$* 0» II. SmiLtcee 1. Ruscus aculcatus L. Fugmiopo itaU ]Frougon Fr* III. Giuncacee 3. Veratrum album L. Elleboro b'tan* co Ira!. T'èratre Fr. IV. Aloidee 4. Aloe perforata L. e blanc Fr. 7. Melissa officinalis L. Melissa Ita!. Melisse Fr. 8. Mentha piperita L. Mewte piperita Ital. Msnih foivrèe Fr. 9. Nepeta cataria L. Nepeta gattaria Ital. io. Origanum dictamnus L. Dittamo eretico Ital. Vietarne de candie Fr. 11. vulgare L„ Origane comune It. Origan Fr* 12. Salvia officinalis L. ^/«ia It. Ì4»ge Fr. 13. ■ sclarea L. Sclarea Ital. Fr 14. Thy.TJus vulgaris L„ J'/wo Ital. 7Ay/« Fr. Vii. Asaroiiee 15. Aristolochia rotunda L. Arista- logia rotonda Ital Aristolochs Fr. Vili. Asclepidee io. Asclepus vincetoxicum L„ Vineitossico Ital. Dompte yenin Fr. IX. Cori.vbifere 17. Artemisia abrotamim L. ^ro« ?5«o maschio Ital. Aurone male Fr. 18. -t— vulgaris L. Artemisia Ital. Armoise ordì* itane Fr. 19. Matrìcaria chamomilh L. Camomilla Ital. C«« giorni le Fr. 49 9<3. — — Parthe nium L. Erba manicale Ita). Ai*» tricafre Fr. 3f. Tarucetum vulgare L. Tanaceto Ir. Tanaisis Fr. X. Dipsacee 11. Valeriana offi:inalis L. Valeriana Ita!. Valeriane Fr. XI. Ranunculacee 23. Nigella damascena L. toar- mìgliata Ir. Nigelle Fr. XII Rutacee 24. Ruta graveolens L, K«r<3 Ital. , Sfrff sauvage Fr. 25. Dictamnus albus L. Frassinella Ita). Fraxinel- le Frane. XIII. Conifere 16. Jun : perus sabina L. Sabina Ital. Sabine Frane. 27. Pinus sylvestris L. Fino salvatìco Ital. Ter ebeti' faine Fr. EMETICI I. Rubiate* Psychotria emetica L. Ipecacuana Ita!. Iféchacuanne Fr, INDIGENI I. AsparagoiJee 1. Paris quadriglia L, £>£># p*r» Irai. Parisene Fr. II. Giuncacee 1. Veratrum album L. Elleboro bian- £0 Ital. Hèllebore blane Fr. d 5<5 UT. G'igliacee £. Scilla "officinalis L. Squilla Ita!. Sei He Fr. IV. Iridee 4. Iris germanica L. 7r;'^ germanici* Ita]. F/e«r <& /yj Fr. V. Asaro'idee 5. Asarum europaeum L. «- /o ltal. Sureau naìn Fr. IX. Ranunculacee io. Ranunculus arvensis L. l^«i ttunculo campestre It. Renoncule des champs Fr. li. thora L. Ranuncolo Torà ltal. Fr. Iz. Ficaria L. Favagello It. Ficaire Fr. 13. acris L. Ranuncolo acre ltal. X. Titimalotdee 14. Euphorbia lathyris L. Catapn* sia ltal. Tithymale Fr. XI. Cucurèitacee 15. Momordica elaterium L. Ceco* flWfO asinino ltal. Concombre sauva°e Fr & ■ 5* CATARTICI . t Catartici-eccoprotici ESOTICI I. Leguminose i. Tamarindus indica L. Tamarindo ttal. Tamarins Fr. 5. Cassia fistula L. C<«jw ^5/o/tf Ir. Cd «e Fr. 1NDIGEN/ 7. Lilacee i. Fraxinus ornus L. Orniello da manna /tal. Manne Fr. //. Rosacee Q. Amygdaltìs persica L. Persico /tal» Vècher Frane. 3. frrunus domestica L. Pruno It. trunier Fr. ///. Tìtimaloidee 4. Mercurialis annua L. /fcterccH >*//<* /tal. Mercurial Fr. IV. Urtisacee 5. Ficus carica L. .Fico /tal. #1* '£»« Frane. Catartici-drastici ESOTICI I. Convohulacee r. Convolvulus Jalappa L. iV/4^ ■fa/»/* /tal /èlafe Pr, 9f 2. Convolvulus scammonia L» Scammonea /tal. Scamonee d" alep Fr. 3. turpethum L. Turbit It. Rachie de turbith Fr* //. Leguminosi 4. Cassia Senna L. Senna alessan* 'dr ma /tal. te/;e Fr. /ND/GEN/ /. Giuncacee 1. Veratrum album L. Elleboro bian- co /tal. Héllebore liane Fr. //. Aloidee 2. Aloe perfoliata L. «4/os succotrin* /tal. itf/òfj Fr. ///. /r/4£« 3. /ris fiorentina L. /r/V« fiorentina /tal. /«i <& Florence Fr. 4. foetida L. Spatula fetida /cai. Clayeux puant Frane. IV. Asaroìdee 5. Asarum Europaeum L. ttz.^ Irai. Tythìmale Fr. j6. Ricinus communis L. Rìcino Irai. £/<:/« Fr. 277. Cucurbitaue 17. Bryonia alba L. Brionia lt* Ertone Fr. j8. Momordica elaterium L. Elaterio lui. Concom- hre sauvuge Fr. D I li R ETICI Diuretici-acri ESOTICI 2. Sarmentaceè i. Cissampelos pareira L. Vanirà brava Ir. Fr. //. Leguminose 2. Copaifera balsamita L. Balsamo àel copaiva It. Baume de copahu Fr. ///. Terebhfcee 3. Pistacia therebinthus L. 7V*- mentin* di apro \U Thérébinthe Fr. 4. Toluifera balsamum L. Balsamo del Tolu hai. <8<*»/72e <& To/« Fr. 5. Myroxylon peruviferurtì L. Balsamo del perà tv Baume de Péro* Fr, INDIGENI 7. Àspatagoidee i. Asparagus officinalis L. Aspara* gìo Ita!. Asperge Fr. 77. Giuncacee 2. Colchici» m autumnale L. Colchica Ita], Colchìque Fr.. Ì/7. Cigliacee 3. Allium caepa L. Cipolla Ita1. Oi- £«o« Fr. 4, sativum L. ^g-Z/o Ital. ^// Fr. 5. Scilla officinalis L. Squilla Ital. Jw//« Fr. 77A Iridee 6". Iris fiorentina L. Iride fiorentina it 7r/j ^e /Jorence Fr. «7. -, germanica L. Iride germanica \t. flambé Fr. 7A Labiate 8. Salvia sclarea L. Sclarea It. Sclaree Fr. &* Ital. Verge d'or Frane. XV. Caprifoliacee 34. Sambueus ebulus L. ££«/<> Ital. Sureau nain Fr. XP/. Ombrellifere 25. Apium graveolens L. Appio Ital. Ar/k c/^j marais Fr. 26. petroseljnum L. Prezzemolo Jt. Per.s/7 Fr» 27. Laserpitium Jatifolium L. Genziana bianca Ir. Laser Fr. s8. Pimpinella magna L. Pimpinella Ita!. C™/./*/ boucage Frane. 29. . saxifraga L. Sassifraga Ital. P^/;*/ &)»<:<*- gs Frane. 30. Scandix cerefolium L, Cerfoglio Ital. C*r/;<3 salva* fico Ital. Trementina. Terebentine Fr. S7 ÌDÌKretid'mucilìagimsi ESOTICI i. Graminacee i. Saccharum officinarum L, Zuccki~ m Ita!. Sucre Fr. (1) li. Leguminose 1. Mimosa nilotica L. Qomnì ara"' àka Ita!. Gomme arabi cjue Fr. 3. Astragalus tragacantha L. Comma tragaganta \x* Gomma tragacanthe Fr. INDIGENI I. Borraginee r. Symphytum tuberosum ed offictg naie Lin. Consolida maggiore It. Grande consolide Fr. II. Sarmentacee 2. Vitis vinifera L. i^/Ze Ital. /''i- g-«e Frane. III. Malvacee 3. Allinea officinalis L. ^/fa Ita?. Guimauve Frane. 4. Malva roiundifol-ia L, Malva Ital. Mauve Fr. IV. Gariofillee 5. Linum usitatissimum L, X/»o Ita!. L/a Frane. (1) Ho situato Io zucchero in questa classe 3 per la sua grande affinità colle sostanze mucillagi- nose , e perchè ordinariamente sogliamo servircene yi essolandajo colle gomme ed i balsami . 5* V. Rosacee 6. Pftinus domestica L. Prugno Ital. Trunier Frane. 7. Amygdalus communjs L. Mandorlo Ita!. Amati* d'ter Frane. VI. Vapiglhnacee 8. Glycyrrhiza glabra L. lÀquiri* Zia Irai. Re'gltsse Fr. 5?. Me'ibtus ofivrinalis L. Meliloto Ital. Melilot Fr. VII. Urt'tcacee io. Parietaria officinalis L. Parieta» ria Ital. Parie taire Fr. 11. Cannabis sari va L. Canapa Ital. Chanvre Fr« ESPETTORANTI £ S ù T I £ Ì I. Rinantoidee 1. Pongala senega L. Poligala vir* g'miana hai. Polygale de Vnginie Fr. INDIGENI I. ^/^e 1. Lichen islandicus L. Lichene ìslandi** co Ital. II. Aroidee 1, Arum maculatum L. ^r*fife fiorentina Ir, 7r/V cfc Florence Fr. 4. germanica L. /Wc/e germanica Ital. .Ftew «& />-£ Fr. IV. Lahiate 5. decorna hederacea L. JEt/w /m?«? «/re Ital. tur re terrestre Fr, 59 V. faftglionacee 6. Glycyrrhiza glabra L. LiautrU sta Ital. Reg fisse Fr. VI. Rìnantoidee 7. Polygala vulgaris L. PoltgaU comune Ita], corrosivi £ìot/c/ I. Titamaloidee 1. Eupliorbia officinamm L. Eufor-* tio It. Eufhorb* Fr. INDIGENI I. Aroidee 1. Aruin maculata m L, Ao Ital. C7c;/e Fr. Gli antacidi e gli ossigenanti appartengono al re* gno minerale . Le sostanze astringenti sono le sole ira i vegetabili che posseggono forza , disossigenante, CAPO t De' Tonici, . ^/\Vendosì riguardo a i principj prossimi che de» terminano la forza tonica delle piante , questi ri- ììierlj possono suddividersi in quattro sezioni , cioè di amari puri, di aromatici puri , di amaro- aromatici - e di amaro- astr ingenti * Un principio gommoso-re- sinoso caratterizza gli amari puri , un principi* oleoso volatile determina la forza degli aromatici , Questi due principj sono insieme riuniti negli ama- ri-aromatici ; agii amaro-astringenti è aggiunto il tannino . I rimedi esotici che fa d' uopo rimpiazza- re sotto questi quattro titoli sono , tra gli amari puri il solo legno quassia , tra gli aromatici , il zenzero (i) ed il cardamomo", tra gli amaro-aroma- tici la galanga , la noce moschata , la contrajerva j tra gli amaro-astringenti la china china . Quest' ul- tima , che alla forza tonica riunisce una più decisa (i) Questa pianta vegeta prosperamente ne' no- stri giardini a pien' aria , ond' è che istituendosene delle più estese coltivazioni potrebbesi della sua ra- dice raccogliersene in tutta quella copia che ricliie^ de il suo consumo per gli usi medicinali . Y abrotano femmina . Tra gli amari-astringenti e La robbia , la gariofillata ed un altro gran numero ài piante che ò riportate nella classe degli astrin» genti t $4' Ecco le più interessanti notizie che riguardane queste piante . i. La genziana maggiore ( gentiana lutea ci. peri- tandria Lin. ) nasce copiosamente negli abruzzi , io V ò raccolta alla vnajella nelle praterie pingui ed afriche . Se ne adoperano le radici che si raccolgo- no nel mese di Luglio. Se he prepaia 1* estratto , 4* infuso , e la tintura vinosa , E un eccellente rimedio in tutte le affezioni mor«» bose predone dal languore dello stomaco , e delle iorze digestrici ed assimilanti . La dose è di uno scropolo a mezza dramma d*J- ìi polvere , e di mezz' onca dell'infuso vinoso. 2. La genzianella ( Gentiana acauits Ci. pen L. ) nasce nelle più alte cime della màjeJla * 6i racco- .!t\\" l'intera pianta nel Giugno. E' più energica della precedente . Gli usi e le dosi sono !e stesse . 3. 11 centauro minore (Chnor.ia centaurium Ci. pcn- tandria Lin. ). Nasce in tutte le colline aride anche tie' contorni di Napoli . Si raccolgono le intere pian- te vicine a fiorire nel Giugno . Si avvicina alla pre- cedente per la forza , si pratica nella stessa gu.aa nelle medesime malattie . Queste due ultime piante sono anche adoperate vantaggiosamente nelle febbrj combinandole con qualche astringente. 4. Il cardo stellalo ( Cd.t aurea cal.ìtrapa CI. Syngè» vesta Lin. ; è comune lungo le strade di campagna nelle macerie. Se ne raccoglie la radice nel Mag- gio che si pratica in decozione , e si adopera con •Decesso noti solo nelle malattie di languore delio stomaco , ma anche in quelle che vi anno un più immediato rapporto , come sono le febbri intermit- tenti e le ostruzioni incipienti . La dose e di mez- i' oncia di radice in una libbra di acqua . 5. U assenzio .Se ne conoscono nelle officine due varietà che sono due vere specie de' botanici ; cioè la campestre , e la marittima ; la prima corrispon-e al'a vera artemisia absinthium ci. synvenesia di Lin- neo ; V altra è V artemisia maritima . Presso di noi la prima e coltivata generalmente ne' giardini ed è erbacea , h seconda è un suffrutice che riveste i scogli delle colline bagnate dal mare . L' efficacia è Ja stessa in ambedue le specie- Il principio amaro del!' assenzio è attivato dall' olio volatile con cui è combinato . Tutta la pianta , ed a preferenza le fo- glie sono cariche di questo principio . Queste si rac- colgono dall'erba in tutt'i tempi. Si prepara l' tri* fuso acquoso e vinoso , la tintura , 1' estratto , e l 7 olio voltatile . In qualunque guisa è sempre un eccellen- te rimedio tonico che ristabilisce l'abbattimento generale della fibra , e si adopra con successo neiie malattie dello stomaco, nelle intermittenti ì nel ri- tardo de' mestrui , e nella itterizia. L' infuso vinoso coli' addizione di altri amari puri o misti , come del centauro minore della verbena , cella salvia , vale a preferenza nel dissesto delle funzioni gastriche , e nelle intermittenti ; esterna- mente è adoperato nelle minacce di gangren» , ed 66 in forma d' iniezioni nel cancro uterino , e nel prò- lasso dell'incestino retto de' fanciulli . La tintura è usata come stomachica . L'estratto forma parte delle pillole toniche o deo- struenti ove sono adoperati i marziali , il sapone o altre sostanze amare , come la polvere di genzia- nella . Usato in polvere è un eccellente antielmin« !ico . Con patri uguali di sugo di assenzio e cicuta sì forma un unguento co! qu.le si praticano le fri- zioni deostruenti , le foglie bollite leggiermente tol- gono il dolore delle percosse , ed impediscono iì gonfiamento ed alterazione delle parti affette , e possono servire di cataplasma nelle ostruzioni pro- fonde del basso ventre . La dose della polvere e deli* 1 estratto è di mezza dramma , dell' infuso vinoso di due a quattro cime dell'erba per ogni mezza lib- bra di vino j della tintura di mezz'oncia ad una * 11 forte odore -di questa pianta scaccia le pulci. 6- La fumaria . Anche di questa pianta si cono- scono nelle officine due specie ; la maggiore e la minore. La prima è la fumaria capreolata Lin. ci. diadetphia ; si riconosce dalle piante più grandi , le foglie distorte e di color verde bianchiccio , ed ì fiori bianchi ; la seconda è la fumaria officinali s Lin, forma piante più picciole à le foglie distese e pia- ne , di color verde cupo , ed i fiori rossi i Questa è preferibile alla prima per gli usi medicinali . Am- bedue crescono copiosamente nei campi sono an- nuali , e si raccolgono nella primavera „ Il sugo , e 67 . Ja decozione di fkmana rinforzano Io stoimco , ed irraggiano la loro azione sul sistema glandulare e dermoideo , onde sono adoperati con successo nelle ostruzioni e neUe affezioni cutanee . Io son portato a credere che in questa pianta il principio amaro sia combinato ad un sale a base alcalina , in farti siccome à avvertito Boerave , l'infuso acquoso "fa effervescenza cogli acidi . Questo spiega la sua for- za deostruente ed antiscorbutica , ed anche perchè venga trovata utile nell* acido delle prime vie , ed adoperata esternamente valga come cosmetica per ]e lentigini , e per render liscia la pelle . La dose del sugo è di due o tre once , e della decozione di un manipolo dell'erba per una libbra di acqua. 7. Il cardo santo ( Cent aurea benedicta CI. Syngs* viesia Li». ) E annuale s' incontra nelle nostre cam- pagne , e si coltiva copiosamente ne' giardini . Se ne prepara Y acqua distillata che è debolissima , e dal volgo è praticata sconsigliatamente nel primo stadio del vajuolo e della rosolia; è creduta diafore- tica, ma è molto lontana dal posseder questa forza. La decozione della intera pianta , o V estratto sono usati nella debolezza di stomaco , nelle intermit- tenti , negP infarcimenti viscerali , e nella itterizia . Talvolta essa incita il vomito. La dose dell'estratto è di una dramma , della decozione , di una libbra . 8. La Scrofularia acquatica è perenne , e nasce he' Sossi paludosi . E' un amaro combinato ad un de- bole principio narcotico , Si suole sggiugnere alle 68 decozione ài senna per mitigarne la qualità formi* uosa » 9. Il Pugnitopo ( Ruscus acukatus CI. manocci*. Lin. ) è un frutice sempre verde che nasce ne' no-* stri boschi . La radice è amara e fornita di leggiear forza tonica . I semi delle bacche sono adoperati come succedanei del caffè . io. I] Corìandro ( Coriandrum sativunt ci. fenfandrÌ4 Lin. ) è una pianta annuale che coltivasi comunemen- te nel nostro regno , e se ne raccolgono i semi per i'aso economico medico , Questi sono pregni di olio aromatico, combinato ad un principio narcotico eh? si dissipa seccandoli . Allora sono adoperati come corroboranti dello stomaco. Nelle composizioni far- maceutiche possono rimpiazzare il cardamomo , e negli usi economici il pepe. Mischiato ajj' infuso dì senna ne corregge la forza torminosa. Serve di principale ingrediente a quella polvere conosciuta col nome di spezie che si adopra per condimento ci cibi . La dose è di una dramma de' semi ridotti in polvere . 1 1. V ani so ( Pimpinella anisum eh pentandrìa L. Ji è pianta annua che si coltiva copiosamente nel no- stro regno . I suoi semi sono forniti di molto olio essenziale. Se ne prepara l' acqua distillata cono-"" sciuta presso di noi col nome di sambuco , che parte-» eipa un grato aroma all'acqua . La tintura, che è un eccellente stomatico. L'olio distillato che si usa in« ternamente come un nervino diffusivo e può rio** 6g piazzare la canfora , ed esternamente se ne pratica-. no le fregazioni nel reumatismo cronico e nelle af* lezioni nervine . La confezione de* semi di grande Viso nelle affezioni flatulenti . La dose deli' olio è Hi io. gocce ad una dramma . 13. La salvia (Salvia cfficixalìs cL diandria Lio.) è un suffrutice sempre verde , e se ne conoscono moke varietà ; le più comuni sono la montana o w'inore che cresce copiosamente negli alti monti di Spruzzo, ed à le foglie minute e bianche; la ortense che si coltiva ne' giardini à le foglie larghe e ver-» dì. La prima è preferibile alla seconda per gli usi medicinali e si raccoglie nel Luglio . Nella salvia il principio amaro è combinato a gran copia di olio volatile aromatico . La decozione di salvia è un eccellente stomatico ed emmenagogo ; in forma di gargarisma rinforza le gengive , ed unita al bo- race ed al miele rosato , guarisce gli ulceri prodot- ti dall'uso de' mercuriali , ed è praticata nelle ci- rjanclie atonica. L' infuso vinoso giova nel flusso bianco e dissipa i tumori delle mammelle . L' oli» volatile è un eccellente nervino diffusivo che rim- piazza mirabilmente la canfora «, 14. L' Issopo ( Hyssontts officinali! ci. didyna-, mia L. ) è un suffrutice sempre verde che coltivasi comunemente negli orti „ Abbonda di olio volatile; è stomatico ed espettorante. Sì usa in forma d'in- fuso teiforme , nelle affezioni pìtuito.se del pulmone $ nell' affezione ippocondr iaca , 70 15. II Camedrio ( Tevcrhm thamasdrys eh Didy pamìa L. ) E' perenne e comune nelle nostre colli- ne . Si usa in polvere in infuso acquoso nel languo=» re dello stomaco . La polvere è raccomandata par- ticolarmente nella gotta e nell* artritite. La dose è di mezza dramma della polvere , e di due a tre dramme di tutta l'erba in una libbra d'acqua per la decozione . Si raccoglie in Luglio „ io. La primavera ( Primula veris ci. pentandria Liti, ) E' pianta perenne che nasce nelle nostre selvi umide e settentrionali. La radice è pregna di principio ama- ro-aromatico , e può sostituirsi alla contra)erua , cosi nelle preparazioni farmaceutiche , che data in pol- vere nelle malattie de' nervi . Questa risveglia anche una particolar forza sternutatoria . Gli antichi adope- ravano i fiori nella paralisi che perciò eran detti fiori della paralisi. La dose delle polvere è di una dram- ma . Si raccolgono le radici nel marzo . 17. L' alloro ( Laurus nobilis ci. enneandria Liti. ) E* un albero che coltiviamo comunemente. Le foglie e le bacche sono fornite di molt'olio volatile e fis- so , di sapre aromatico aere amaricante, la polvere, o l' infuso teiforme delle foglie giova nella debolezza dello stomaco , nelle coliche de' bambini , o delle donne isteriche , nel ritardo de' mestrui e nella clo- rosi . Volto laurino partecipa delle quali* della can- fora ed è usato esternamente come disciogliente de' tumori freddi , ed antiparalitico . La dose della pok ; : jere è di mezza dramma „ 38. La carlina ( carlina acaulis ci. syngenesia ) E ? pianta perenne che nasce nelle alte montagne dei nostro regno. La radice è fornita di olio essenziale, è di sapore acre aromatico-amaro . Si usa in polvere come diaforetico nelle febbri , e forma il principale ingrediente della polvere di n cca secca . Come stoma- chica è decantata per preservativo della podagra . Sì propina nel vino alla dose di una o due dramme. 19. Il Luppolo ( Humulus Lupulus ci. motioecia L. } è perenne , e nasce nelle siepi settentrionali . Tutta la pianta , ed a preferenza i coni de' fiori esalano un ah-to r.idoroso e quasi narcotico , ed anno un sapore molto amaro . L' nfuso delle cime tenere della pian- ta ( turiones ) è corroborante dello stomaco . I coni s' infondono nella birra che rendono più durevole e salutare . I semi muovono leggiermente il ventre ? 1 coni si raccolgono nel maggio , e bisogna lasciar salire le piante sopra boghe pertiche perchè ne pro- duchino gran quan'ità. 2o. Imperatoria ( Imperatoria Ostruthium ci. pol- iandria L. ) . E* perenne , e nasce copiosamente ne' boschi delle alte montagne de! nostro regno . Io 1» ò raccolta alla majella . La radice è di sapore acre aromatico , e fornisce molto olio essenziale .< E' un, efficace rimedio per avvalorare le forze digestrici , e per promuovere i mestrui . Si adopera nelle febbri intermittenti *nelle coliche , nell'isterismo e nella pa- ralisi della lingua . Si propina ordinariamente in foìvere alle dose di uno scroplo a mem dramma . 7 2 o pere in infuso vmeso . L'imperatoria fnò sosti-» tuirsi alla contrajerra , nelle tinture di Minsiycht e Glutton . Entra nelle polvere di Roccasecca e nel!' eceto tri acale . •21. Meo barbuto ( Aethusa meum ci. penlandrU L«n. ) Nasce colla precedente , e la sua radice con- viene con essa nelle qualità e negli usi . E' an in- grediente della teriaca . S* raccolgono ambedue nel Giugno . 22. Jgeralo ( Achillea ageratum ci. sytigenesiah. ) è perenne e nasce nelle praterie montuose. Tutta la p.anra à un grato o'uore , ed un sapore amaricante aromatico. Col sugo dell'erba si medicano le ferite» X' infuso vinoso vale nt-lle ostruzioni , e nella debo- lezza dello stomaco . Si raccoglie nel luglio . £3. Tanaceto ( Tanacetum vulgare ci. syngenesia Lio. ) E spontanea nel nostro regno e si coltiva co- pi isamente ne' giardini . A un torte odore autuo-o nauseante , è di sapore amaro aromatico , e contiene, moli' olio, volatile . Il sugo giova ne'la cachessia e nelle intermittenti . L' infuso acquoso vì?io$o , <;i à meritata particolar lode nelP artritide , nell' idropisia a riell' isterismo . I semi sono antielmintici . Si prepa«> rano V estratto dì tanaceto che conserva le qualità della pianta , e può scambiarsi col sugo deli' erba , o coli' infuso , e X olio distillato che è un eccellente an_ tie'.ittintico . La dose del sugo è di mezz'oncia , dell'infuso è di un oncia dell-' erba per ogni libbra dì liquido , della polvere de' semi è di ui\o screpolo \ n dell' estratto di mezza dcam.ma \ dell' olio di poc£-e gocce . Questa pianta scaccia i cimici , le pulci , e \q tignuole . Si raccoglie nel Giugno . 24. Abrotano femmina ( Santolina chamaecyparyssus ci. syngenesia Lin. ) è un suffrutice comune ne' no- stri monti .Per le qualità e le virtù conviene esat- tamente colla precedente. I francesi sogliono chia- marla garderobe, perchè il suo odore nauseante scac- cia le tignuole . 25. Robbia ( Rubia tinctorum ci. ietrandria Lin. ' Trovasi comunemente nelle nostre siepi , ed è an- che coltivata per uso de' tintori che impiegano la sua radice nel tingere in rosso la lana. Questa e fornita di qualità amaro-stittica combinata a molto principio estrattivo di color rosso, che messo in circolazione penetra fino alle ossa ed infetta le uri- ne , tingendo in rosso le une e le altre . La deco- zione è un efficace rimedio nelle malattie pituitose del petto e del fegato , come nel-1' asma pituitoso , nell' itterizia , e nelle ostruzioni ; ed è preposta cq- me rimedia proprio della rachitide , in unione del muriato ammoniacale ferruginoso, de' sughi dell' er- be antiscorbutiche , e delle frizioni di unguento mar- ziale , o di olio di ulive cotto con fiele di toro e ru- ta . La dose è di un oncia di radice per ogni tre libbre di acqua a consumarsene il terzo , da propi- narsi a tre once per volta , tre o quatiro volte fi* il giorno . 26, GwÀofillatn (Cenni ujrbanum ci. Icosandrh Lin.) t 74 Pianta perenne conrane nelle nostre valli . La radi- ce è aromatica astringente amaricante , con grato ©dorè garofalato. E' una delle piante più atte a rimpiazzare la forza tonica della china china ed iti parte anche P astringente , onde combinata con qualche altra pianta più doviziosamente carica di quest* ultimo principio , può comodamente compen- sarci della mancanza di questa droga . A' luogo nel- le febbri intermittenti pertinaci , ne' tifi , nella diar- rea , nel «uria mestruo. Adoprasi anche come stomatica , e si mischia alla birra per impedire che inacidisca , e darli buon gusto . Si usa in pol- vere alla dose dì una dramma , in decolto alla dose «li un oncia per ogni libbra di acqua , in tintura alla dose di un oncia di radice per ogni mezza libbra di spirito, e propinasene un oncia replicata tre o quattro volte nel tempo dell' apiressia . Se ne pre- para 1' estratto . Si raccoglie nel Mawo . Può sosti- tuirsi alla galaaga nelle preparazioni farmaceutiche eh' esigono 1* uso di questa droga • Tra questa numerosa serie di piante indigene dò- fate di forza tonica , riuscirà facile prescegliere quel- le che possono surrogarsi alle poche droghe esoti- che fornite della stessa f uza . La Genziana maggio" Te , la genzianella , ti centauro minore , il cardo stel- lato , f assenzio e la fumaria ci somministrano al- trettanti poderosi semplici da sostituirsi al quassia • Il zénzero può rimpiazzarsi dall' anìso , e dall' impe- 75 rxtoria ; alla galanga ed alla contrajerva può surro- garsi la primavera , la carlina , la gariofillata ; il co- riandro e 1' tre la china china . Si possono , a ra- gion di esempio , unire parti uguali della polvere di genzianella o di centauro minore , e della polve- re di bistorta , ed ottenerne un miscuglio che riu-p nisce completamente il principio amaro-astringente della china . Questo miscuglio può rendersi anche più efficace coli' aggiunta della gariofillata , che for- nisce il principio aromatico , di cui abbiamo qua!-* che vestigio nella china . Per ogni oncia di polvere possono impiegarsi quattro dramme di polvere di genzianella o di centauro , quattro dramme di pol- vere di bistorta e due di gariofillata . Questo miscu* glio soddisfa assai bene agli usi della china china . Euò praticarsi nelle febbri , e ne' profluvi , partico- larmente nelle diarree ostinate , peli* emoraggU 77 uterina , nel flusso bianco , e nel secondo stad'o della dissenteria . Si propina in polvere alla dose di 3. dramme a mezz'oncia al giorno , o anche in decozione o in infuso vinoso . Si raccoglie nel Giugno . 28. L* Ippocastano ( Aesculus hyppocastanuvu ci. heptandria Lin. ) Questo è un bellissimo albero na- tivo dell 1 India, reso comune ne' nostri giardini. La corteccia de' rami non molto provetti è stata proposta come succedanea della china; essa in fatti possiede molta copia di principio astringente , a cui sembra unire qualche dose di principio amaro ; ma desiderandosi surrogarla a questa droga , è sempre ben fatto riunirla agli amari . Negli usi e maniera di servirsene convie ne colla precedente . In turchia si mescola la farina de' semi di questa pianta ali* alimento dei cavalli bolsi , o attaccati di tosse o di colica per risanarli , onde à ricevuto il nome india- no di castagna cavallina . La corteccia de' rami dee togliersi nell' Aprile . £9. La Salicaria ( Lythrum salicar'ta ci. dodeca-ndri* Lia. ) Nasce intorno a' fossi ed è perenne . Tu'ta T erba è pregna di principio astringente ed è decantata nelle diarree , nelle disenterie ostinate . Le foglie schiacciate medicano le ferite . 30. Il Melagrano ( Tunica Cranatum ci. lcosandria Lin. ) è un albero che coltivasi comunemente presso di noi. La scorza de-1 frutto è uno de' più eccellenti astringenti che ccr.oschiamo , Nelle officine, è ceno- 7* sciuta col nome di malicorio . Anche i fiori posseggo- no questa forza in più debole grado e son detti ba- lauste . Questa pianta può supplire il principio astrin- gente della china, della simaruba e dell' angustura . Sono in effetti adoperati i balausti ed il malicorio in infuso vinoso , o bolliti nel latte , nelle diarree e di- senterie ribelli ad ogni trattamento . La dose è dì un oncia per ogni libbra di liquido . Per uso esterno si adopera la decozione del malicorio per gargarisma nel rilasciamento dell'ugola , e per iniezione nella blenorrea ; e della decozione vinosa si fanno le in- fezioni nel prolasso del retto o della vagina . Del frutto si prepara un grato sciroppo amico dello stomaco che ristora i febbricitanti . 31. 'Il cinque foglio ( Tot entrila veptans ci. icosan- dria ). E' perenne nelle praterie umide . La radice è un ottimo astringente vantato nelle diarree , e nel fine delle disenterie . La decozione è buona per gar- garisma nelle ulceri della bocca . Si raccoglie nel maggio . 32. Il sorbo ( Sorbus domestica ci. icosandria ) . I piccioli pomi di quest' albero anno un sapore austero astringente , e giovano nelle diarree e nel calcolo de' reni. 33. La Quercia ( Quercus robur ci. monoecia ) . Quest' albero è carico di principio astringente nella scorza, ne' calici ne 1 frutti , noti col nome di ghiande e nell? galle , escrescenze prodotte dalla puntura del tymps quercus. Queste sostanze sono adoperate più 79 ' comunemente di qualunque altro astringente per gfò «si economici , come sono la concia de' cuoi , le tin- te nere , e la formazione dell' inchiostro . La polve- re de'cah'ci o delle galle è preferibile per l'uso me- dico. Questa possiede il principio astringente della china , e perciò può mischiarsi agli amari per rimpiaz- zare, questa droga ? ed allora se ne ottiene un effica- ce rimedio nelle febbri , ne' flussi ventrali e sangui- gni . La decozione , V infuso vinoso si praticano in forma d' injezioni , o di gargarismi e fomenti nel prolasso della vagina e d^l retto , nel rilasciamento dell' ugu- la , nella cinanche atonica , nella leucorcea e nella blenorrea . Con sette onde di assungia ed una dram- ma di polvere di galle si preoara un unguento pro- fìcuo nella varice dell'ano . La dose della polvere per uso interno è di mezza dramma , e della decazio- ne o dell'infuso vinoso, di un oncia per ogni libbra di liquore , da propinarsi a cucchiai . 34. L' Ipoci slide ( Cytinus hypocstis ci. monoeci* Lin. ) Questa è una pianta parassita , il di cui sugo ridotto in forma di estratto si conosce nelK 1 ftr ma- cie col nome di sugo d* Ipoc'tstiJe e viene dal Levan- te . Egli è un astringente che entra in diversi anti- chi composti e spezialmente nella teriaca . Noi pos-, siamo cavarlo abbondantemente dalle punte che cre- scono spontanee in tutti i cespugli di cisti de' lito- rali del nostro regno. Io l* ò trovata comunissima nel littorale del fusar* , ed ò veduto che i contadi^ $0 ni ne mangiano le intere piante scaldate coinè a t carciofi. Si deve raccogliere nel maggio. 35. La tormetitilla ( Tormenùlla creda ci. icosandrìa ) E pianta perenne de' boschi montuosi . La radice è astringente , e può adoprarsi in luogo del cìnquefo- glio nelle diarree, nel rilasciamento dell'ugola e nel vacillamento de' denti. ^6. Il Cotogno ( Pyrus cydon'ta ci. icosandrìa ) I frutti di quest' albero sono astringenti e se ne pro- pira il sugo . I semi danno una mucillagine che può rimpiazzare la gomma arabica , e si pratica nelle fissure delle mamelle e delle labbra, nelle scottature e nelle inorici cieche . Si prepara */ rob cydoniorum col sugo de' frutti e zucchero che è un grato risto- rante dello stomaco . 37. L' Uvularia ( Ruscus hypoglossum ci. d'toeàa } E' perenne e nasce nelle selve . Tutta la pianta è fornita di lieve forza astringente , ed è praticata in decozione nel rilasciamento dell' ugula e nel ritar- do de' mestrui . 38. La Piantaggine ( Tlantago major e), tetran- elria ) E' perenne e nasce lungo Je vie ed i margi- ni de' fossi. L' acqua, distillata è il veicolo delle iniezioni astringenti , ed è adoprata per lavare le ul- ceri , le foglie si usano per medicare le piaghe . 39. La consolida media ( Symphythum officinale e tu* lerosum ci. pentandria ) Di queste due piante la pri- ma s'incontra ne' luoghi paludosi ,• e la seconda è «omune lungo Je strade di campagna ne' marini cV campi . Son fornite di Ieggìer forza astringeste ; Le radici abbondano di glutine , e perciò in forma di decozione si praticano nella stranguria , nel pri<* ino stadio della disenteria , nella nefntide , nella emottisi, nell'ematuria ed in tutt' i cesi ove sono indicati i mucillaginosi , potendo rimpiazzare gli esotici , come sono la gomm' arabica e tragacanta * Nelle arti questo decotto è adopxato da i tintori per estrarre la materia coloranae della gomma lacca. 40. L' Onopordo spinoso ( Onopordon acanthtum ci. syngenesia) E' comune nei margini de' campi , e le sue foglie son fornite di forza stittica e son decantate per medicare il cancro e le piaghe di cattiva in- dole . 41. La bellìde ( Éellis perennis ci. id. ) Nasce da per tutto ; è un debole astringente . Si prepara lo sciroppo di bellide usato nell'emottisi. 42. Il caglio appicetmani ( Galìum aparine ci. te» trandria ) . Nasce nelle siepi ed è un debole astrin- gente . Il sugo spremuto dall' erba raccolta nella pri- mavera è proposto alla dose di quattr' oncie nelle malattie scrofolose. 43. L' agrimonia ( Agrimonia eupatoria ci. dodecati- dria ) E perenne nelle nostre selve , è un debole a- stringente . Si pratica in decozione ne' gargarismi • 44. L' Alchemilla ( Alchemilla vulgaris ci. te tran* dna ) . E' perenne e nasce nelle praterie montuose. Conviene nel resto colla precedente . 45» U bovina ( Lycoperdon bovina si. cryptogamk ) S8 E un fungo che s'incontra nelle selvi . Quando è maturo si trova carico di una polvere tabacchina che vien proposta pet frenare l'emorragie. Bisogna raccoglierlo la primavera. 46. 11 Fungo da esca ( Boleturn igniarium ci. crypto- gamia ) Questo nasce attaccato a i tronchi degli al- beri , e ridotto in picciole lamine forma 1' agarico delle officine proposto per frenare 1' emorragie . 47. L' uva urs'ma ( Arbutus uva urs't ci. decan- dria ) E un suffrutice sempre verde che nasce ne* nostri monti di Apruzzo . Le foglie son dotate di forza astringente amara , e sono adoprate nella ne- ritide , e nell' affezione calcosa . La dose è di una scropolo ad una dramma della polvere . 48. Il pruno spinoso e selvaggio ( Vrunus spinosa & padus ci. Icosandria ) . Questi due tonici abbon- dano nelle siepi del nostro regno . La loro scorza è astringente amara , ed è proposta come antifebbrile, in forma di decozione alla dose di un oncia in una libbra d'acqua. Le bacche sì usano nelle diarree. L* tcqua distillata de' fiori muove il ventre . 49. La Cariofillata vedi il num. Q6* 50. La noce ( Juglans regia ci. monoecia L. ) . Dì quest' albero son forniti di principio astringente ama- ro , combinato ad un' aura narcotica, la scorza de* rami, la parte carnosa del frutto , detta mallo e la scorza legnosa de* semi . La decozione di queste par- ti può soddisfare agli usi delle piante sopra descrit- te , ed è particolarmente proposta nella sifilide in* »3 _ vecchiaia , e nelle affezioni cutanee . La dose è dì «ina libbra per ogni qò. libbre di acqua da consumar- sene la metà; la decozione si propina alle dose di 3. a 5. libbre al giorno . 51. 11 Salch (Sali* alba , caprea & ci. dioecia > La scorza de' rami teneri di questi alberi è fornita doviziosamente di principio astringente amaro . E proposta particolarmente per surrogarsi alla china in tutti gli usi ove questa droga è decantata ; la do- se è di una dramma della polvere ; e della decozio- ne di un oncia per ogni libbra e imezza di acqua da ridursi ad una libbra . 52. L' Olmo ( Ulmus campestri* ci. pentandria ) . Il decotto della scorza interna dei rami giovani di quest'albero si carica di molto principio astringente amaro r ed è adoprato con vantaggio nelle malattie cutanee erpetiche, nelle ulceri tagedeniche , nelPar- titide , e nell' idropisia »La dose è di due oncie di scor- za in due libbre di acqua da ridursi ad una libbra .. 53. 11 Cipresso ( Cupressus semperv'trens ci. rnonoe- cia ) la scorza di quest' albero è dotata di leggiesr forza astringente tonica , ed è proposta in decozione nel ritardo de* mestrui . Nella dose conviene colle precedenti . 54. La robbìa vedi il num. 25. 55. L' edera ( Mederà helix ci. pentandria ) Ei un frutice comune nelle nostre selve , le foglie sono pre- gne di principio astringente amaro , si applicano a i cauterj,e sene impiega la decozione esteramente nell* «4 cwna , negli ulceri , neir epifora , e'd internamente nell'atrofìa de' fanciulli e nella rachitide. Da i suoi tv-onchi geme una gomma resina molto odorosa che sì adopra con vantaggio nell'odontalgia , e nel ritar- do de' mestrui. La dose è di mezza libbra della de- cozione, e di cinque a io acini della gommaresina . 56. Il Litospermo (Lythospcrmum purpureo caeruleunt ti. pentandr'ia ) è pianta annuale comune nelle no- s're valli . Tutta 1' erba è fornita di principio astrin- gente amaro . La decozione è sperimentata efficacis- sima per ristabilire il tuono de' visceri naturali , ed e decantata particolarmente nell'itterizia. La dose e <5i una libbra di erba in quattro libbre di acqua a consumarsene una . Si raccoglie nel maggio . 57. La Vervi noia ( Vi>>cn minor ci. pentandria ) „ Pianta perenne comune nelle nostre valli . E un leggiero astringente tonico . La decozione è propo- sta nel rilasciamento delP ugola. La dose è di un ma- nipolo dell"* erba per ogni caraffa di acqua . Si rac- coglie nel marzo . 58. La Verbena ( Verbena oflcinal'h et. dìaiìdria ) è perenne e nasce da pertutto . Tutta 1' erba riunì* sce il principio astringente all' amaro , e mastican- dola svolge un sapore quasi analogo a quello della china . La decozion-e di quieta pianta è antifebbrile e deostruente , ed anche adoprasi con vantaggio nel- la blenorrea . E' nota la pratica del volgo di appli- care un cataplasma di verbena sul fegato degli 0= struttijOve richiama una macchia rossastra che da essa 85 ^ crede esser sangue succhiato dal fegato ; ma che probabilmente è dovuta all' alterazione del colore del principio traspirarle prodotta dal principio astrin-» gente dell' erba . 59. La Veronica { Veronica officinalis ci. diandria L. ) è pianta perenne de' nostri monti , conviene colla precedente nella qualità. Adoptasi in decorro come succedanea del the chtnese , e perciò vien detto thè europeo , ma non ne possiede le facoltà , mentre inanca d"! principio narcotico. 60. Il Lichene islandico ( Lichen islandicus ci. cry* ptogamia). Questo lichene creduto indigeno del nord di Europi , è stato da me raccolto 1' anno scorso in gran copia in una delle più alte cime delia ma- iella conosciuta col nome di monte amaro , tra il ter- riccio residuo delia fusione delle nevi . Ai principj amaro ed astringente , riunisce questo lichene moli ta sostanza feculacea mucillaginosa, onde vjen im- piegato con successo nella tabe , nella emottise ne!* la tosse convulsiva % e nella disenteria . La dose è di mezz' oncia per ogni libbra di acqua , o di latte, ove riesce più vantaggioso . Bisogna raccoglierlo nel principio di Giugno quando non è ancora secco. 61. Il Mirto ( Myrtus co/nmurùs ci. Icosandia ) E' un frutice sempre verde de' nostri boschi marit- timi . Le bacche e le foglie son fornite di qualità astringente aromatica . Sono adoperate ne' profluvi di ventre , e riunite agli amari possono servire da, succedanee della china . Anche per uso d' injezloni %6 vengon usate nel prolasso della vagina e del retto. £.a polvere delle bacche era anche usata dagli anti- chi per condimento de' cibi in luogo del pepe nero , e del pepe garofanato . Si raccolgono neir Agosto . 62. La fragola ( Fragaria vesca ci. idem. ) E* co- munissima nelle nostre selve . Le radici son fornite in debol grado di forza astringente aromatica , e convengono con la precedente negli usi . I ricetta» coli kaccati sono subacidi aromatici . Gli antichi gli àn raccomandati neìl' artritide* nella podagra e nel calcolo orinario . 63. La rosa ( Rosa centifolia , damascena , alba t ■canina etc. ci. id. ) Sono altrettanti frutici che cre- scono spontaneamente nel nostro regno , o si colti- vano ne' giardini . I fiori non ancora aperti si rac« colgono nelle farmacie , col nome di bottoni di rose t e si conservano secchi per unirli a i fiori o scorze di granato , e bollirli nel latte astringente detto di Mead ; vantato ne' profluvj inveterati. Se ne pre- para anche un sciroppo che si adopra nelle afte del- la bocca come astersivo . Dei petali de' fiori si pre- para T acqua distillata che serve di veicolo ai col- lir; ed alle iniezioni astringenti ; il miei rosato che si unisce a i gargarismi della stessa natura , e la conserva di rose che muove leggiermente il ventre . Si raccolgono nel Maggio. Sopra i fusti della rosa canina' si osservono l'escrescenze prodotte dalle pun- ture del cynips roste , dette cinosbati ; che parteci- 8? ^ano della forza astringente , e sono proposti in polvere nell'emottisi. 64. La peonia ( Paeonia officinali* ci. poliandria L^ Si coltiva ne' giardini , e cresce copiosamente in Apruzzo . Le radici ed i fiori riuniscono la forza astringente alla narcotica . Il sugo fresco delle radi» ti è stato proposto nell'epilessia , come anche quel-» lo de' fiori che è più debole . La dose è di mezza dramma a due screpoli . Di questi si prepara un* acqua distillata che è di nessun valore. Si raccol- gono nel Giugno . 65. Geranium rohertianum { Geranium rohsrtiannm ci. monadelphia L. ) E' pianta annuale che nasce vol- garmente nelle nostre siepi , riunisce al principi® astringente un altro principio non ben determinato da i chimici detto da i botanici 'mino , perchè sì an- nunzia con un alito ingrato simile a quello che tramandano le capre . Questo secondo principio af- fetta particolarmente le vie orinarle , siccome puoi vedersi mangiando gli asparagi che ne son forniti, e perciò richiama su di quelli organila forza astrin- gente che vi è combinata . Il Geranio roberziano è quindi valutato nel mitto cruento e nel calcolo de' reni . Per uso esterno si applica con vantaggio alle ulceri , ed alle ragadi . $? Riassumendo ciò che abbiamo esposto parlando Bella bistorta (27) , dell" ippocastano (28) , del grana* to (30) , della quercia (33) , del pruno spinoso (46), della gariofillata (49), del salcio (51), e del mir- to (61) rileviamo coinè abbondantemente rimpiazza- re la mancanza della china , della simaruba e dell* angusterà . JL> CAPO IH, De* Diffusivi. monadelphia L. } Pianta annuale , comunissima nelle praterie padulose . Emana quello stesso fragrante e 9 r volatilissimo odore del moschio , che i naturalisti chiamano ambrosiaco. Il sugo fresco di quesia pian- ta praticato in dosi generose può surrogarsi al mo- schio , così per l'uso medico che per l'uso de' pro- fumisti . Bisogna prepararlo nel mese di Marzo, e conservarlo ben chiuso , 67. Il cardo moscato ( Carduus mollis var. moscha-> tus ci. eyngenesia L. ) L' ò raccolto copiosamente nelle montagne di Apruzzo , ed ò avuto cura d' in- trodurlo ne" nostri giardini di piante E' annuale , ed à le radici riccamente profumate di moschio . Può servire agli usi stessi del precedente , 68. L' abelmosco ( Hibtscus abelmoschus ci. monadel» fh'ta. L. ) E' pianta fruticosa indigena dell' Asia , ma jresa comune ne" nostri giardini . I suoi semi son. profumati di muschio t e possono adoprarsi come suc- cedanei di questo farmaco „ 69. La melissa ( Melissa oficinalis ci. didynAmix L. ) E* pianta perenne comune nelle nostre valli . L' acqua distillata, si carica di un grato aroma ed è praticata nell' isterismo , nella clorosi nell' amenor- rea ; ordinariamente si unisce alle pozioni eccitanti per sollevar le forze dello stomaco , La dose e di un oncia a due . Si prepara nell' Aprile . 70. La santoreggia, ( Satureia graeca ci, id. ) Pian- ta annua che nasce copiosamente sulle muraglie e ne' luoghi aridi . E' pregna di olio volatile e può destinarsi agli stessi usi deHa precedente , Si racco- glie a Giugno S 2 93 7i. Il dìttamo ereticò ( Origanum d'tctiMftus ci, i4. ) E' perenne e nasce nelle montagne di Apruz- zo f Conviene colle due ultime piante per le quali»? tu e gli usi ; più comunemente è adoprato nel ri- tardo de' mestrui e nell' isterismo . Si raccoglie nel G.ugno . 72. Il Peperone ( Capsicum annuum ci. pentandri* L. ) Coltivasi comunemente negli orti , ed è nati- vo dell' India . I suoi frutti sono carichi di un prin- cipio ? ( cre scottante. Per l'uso di condimento rim«? piazzano il pepe . Ridotti in polvere si praticano, nelle febbri intermittenti, nella cardialgia artritica, ed eccitano violentemente lo starnuto „ Acconci in aceto stimolano lo stomaco ed aguzzano 1' appetito •. La dose della polvere è di uno screpolo a mezza dramma propinata in qualche sciroppo . (73) La ruchetta { Brassica eruca ci. tetr&dynamia L. J. E' annua e sj coltiva da per tutto . 1 semi e le foglie sori tornite di principio apre analogo a quel» lo delle senape. Posspno surrogarsi al pepe per con- dimento de' cibi . Gli antichi tra quali Ovidio , Colu- in e 11 a e Marziale gli anno attribuita forza afrodisia- ca , intatti l'uso di questa pianta non lascia di ris- vegliare l'incitamento alla venere. 74. La senape ( Sinapis nigra ci. id. ) E' annua à nasce spontanea nel nostro regno . I semi sono pre- gni di olio volatile molto acre . Appartenendo alle cruciare contiene il principio ajcaligeno cioè 1' azo- IQ , e perciò gli antichi 1' anno riportata fra le oiiita '93 te alcaline . I inaimi chimici ne anno otrenuto il fosfòro . La polvere de' semi ridotta in pasta coli' acqua bollente e I' aceto , è usata per condimento de' cibi e favorisce la digestione . E' proposta come ri- medio nello scorbuto , nelle intermittenti , nell'idro- pisia , e nella paralisi , alla dose di due dramme a mezz' oncia. Fattane pasta coli' aceto è in uso co- ine cataplasma epispastico che si applica alle piante de' piedi nella podagra anomala, nell'asma suffoca- tivOj nell' artritide e ne' tifi nervosi. Può rimpiaz- zare il pepe . 75. Lo Zafferano ( Crocus Salivus ci. tr'tanJria ) Pianta perenne la di cui varietà veniale nasce spon- tanea nelle nostre valli , e l' autunnale si coltiva topiosamente in Apruzzo. ì stimmi di fiori sono pregni di principio colorante giallo , di e molt' olio essenziale virulento e narcotico ; questi tagliati de- stramente dal resto del fiore é seccati sono quei fi- letti che si conoscono in commercio , e nelle far- macie col nome di zafferano . Questa sostanza è molto usata nella tintura , e per dare il colore al formaggio . In medicina si pratica nelle febbri pe- tecchiali , nella peripneummia spuria , e sperimen- tasi efficace emmenagogo nella colica lochiale e nel titardo de' mestrui . La dose è di quattro a io. gra- ni in infusione nell* acqua , e ne' casi gravi può por- tarsi fino a mezza dramma . Esternamente si pra- tica nelle oftalmie e nella reumatalgia . Se ne pre- gata lo sciroppo che è un blando anodino per i fin- 94 eV'i affetti da convulsioni* , è coliche . L' estratto »l!a dose di 15. grani può surrogarsi all' infuso a- quoso . Unito all'oppio in infuso vinoso forma il laudalo liquido di Sy-'enam che amniinistriamo cori vantaggio relè coliche , e nelle malattie di languo- re , spesso in unione dell'acqua di melissa e di can* ne" a * Lo 2aft"°rsno può surrogarsi al castoro . 76. La Paìeriana ( valeriana oficinalis ci. id. ) Pianta perenne, comune nelle nostre valli , nelle al- te montagne, e ne' luoghi padulosi. La sua radice è tornita di olio volatile , esala un grave odore ir- cino , ed à un sapor amaro aromatico i Per 1' uso medico bisogna presceglier quella di montagna o al- meno quella delle valli , giacché quella de' luoghi padulosi e molto più debole di forza ; bisogna anche avvertire al tempo della sua raccolta che è in pri- mavera puma che abbia elevato il suo stelo - E' un eccedente rimedio nelle febbri petecchiali, nell' iste- rismo , nelle affezioni nervose di ogni genere , co- me nelle convulsioni , nella Cefalea , nella vertigine, tieVa ipocondria . Dioscoride col nome di fu la de- cantò nel, 1 * epilessia , ed il nostro Fabio Colonna la sperimentò vantaggiosa in se stesso . Noi ci dolghia- nio sovente di questa qualità della valeriana e ci li- mitiamo a crederla utile nell' epilessia incipiènte iri unione dell'ossido di rame ammoniacale . E siamo persuasi che la guarigione osservatasi in persona' di Colonna debbasi attribuire in gran parte al totale cangiamento nel genere di vita eh' egli si proceurò 95 «colla ricerca del fu di dioscoride , mentre acceso da! desiderio di rinvenire nelle nostre campagne questa pianta a cui dióscbride attribuiva la facoltà di de- bellare il malore che lo tormentava , abbandonando Ja vita inerte di un uomo di lettere dedito al foro, incominciò a studiare la botanica y e scorrendo da per tutto le campagne del nostro regno j rinforzò la sua fisica costituzione ^ e ricreò il suo spirito con gì* innocenti piaceri che si provano coltivando questa Scienza , è sopratutto colle preziose scoverte che lo resero insigne hei fasti della nostra Flora. La vale- riana è anche un eccellente antielmintico . La dose della polvere è di mezza dramma a due ; della tintu- spiritosa di mezza ad un oncia t Suol praticarsi in. forma di lattovaro combinandola colla polvere dì scorze di arancio e sciroppo di questo istesso frutto, t china, o in luogo di questa, ad alcuno de' succe- danei mentovati altrove. La valeriana può surrogarsi al castoro . 77. La pimpinella sassifraga ( Pimpinella sax'tftaga. e), pentandria ) è perenne e nasce ne' scogli delie nostre montagne . La sua radice e pregna di olio volatile acre ■. Si usa in polvere o in tintura nelT idropisìa j e nel ritardo de' mestrui . Masticata riesce sialagogo ed utile nella paralisia della lingua , fieli' odontalgia cronica , e nell' angina pituitosa . La dose della polvere è di uno scropolo ; della tin- tura di mezz* oncia . Si raccoglie nel maggio. 78. Pimpinella maggiore [Pimpinella magna) ci. id. 9^ E perenne e 'nasce ne' luoghi umidi delle nostre montagne . Nella forza è più debole della prece- dente . 79. Il cheirì ( Cheiranthus chtiri ci, tetradynamia ) è perenne e nasce spontanea sulle muraglie antiche* E pregna di olio volatile narcotico ; Il sugo dell' er« fca alla dose di mezz'oncia ad una promuove i me- strui , e giova nell'itterizia e negl' infarcimenti vi- scerali . 80. II botri s ( Chenopodium ambrosioìdes ci. feniani drìa ) è annua , e nasce da per tutto lungo le strade. L' erba ed i semi sono carichi di olio volatile acre aromatico . E un rimedio esimio , a torto trascura- to da' n osi r . >Si ruò praticare in polvere , in deco- thne , in infuso vinoso ed in tintura spiritosa . Io 1* ò adoperato con successo nelle febbri esantematiche e nervire in luogo della serpentaria S nelle intermitten- ti , nell' artritide , nella reumatalgia , nella paralisi e rei languore dello stomaco e nel ritardo de' me- strui . T a dose della polvere è di una a due dram- me , della decozione e dell'infuso vinoso di due on- cia dell' erba per ogni libbra di liquido ^ da propi- narsi nel corso del giorno, della tintura di due on- de per ogni sei di alchool da propinarsene un'oncia al giorno . Si raccoglie nel Giugno . Può rimpiazzare) la serpentaria , il pepe , il garofalo e la cannella . 82. 11 cimino ( Cuminum cyminum ci. id* ) è pian* fa annuale che coltivasi nel nostro regno . I suoi semi son pregni di olio essenziale di sapore acre aro- 97 mitko , e perciò sono adoperati* per corroborare il ventricolo , ed esternamente per disciogliere i tu- mori freddi . 82. I! Seselì montano ( Laserpìtitìm siler e), id. ) è pianta perenne comune ne' nostri monti . I semi possono scambiarsi cùn i precedenti per le qualità ed usi . 83. La nigella { tigella satha ci. poliandria ) . Pianta annuale che si coltiva ne' giardini : ed incon- trasi anche spontanea nel nostro regno . 1 semi tra- mandano un grato odore simile a quello della fra- gola i 'Anno luogo fra gli aromi per condire i cibi , e son proposti nelle intenr.'ttehti , nel ritardo da* mestrui , e per antielmintici . La dose è di uno scre- polo - Può rimpiazzare il garofalo . 84. Il calamo aromatico ( Acorus calarnus ci. hi* Xandria ) . Nasce ne' luoghi umidi e paludosi , e col" livasi comunemente ne' giardini . La radice è pregna di principio aromatico-acre- amaricante , suol con* dirsi collo zucchero ed usasi nella debolezza di sto- maco . In polvere è commendato ne' tifi petecchiali, e riesce anche antiscorbutico . La dose è di mezza dramma . Entra nella composizione dell' Elissire vi- ìrioltco di Mìnsicht . Può rimpiazzare la canfora. 85. La lavandola ( Lavandaia spica d.didynamia) SÌ coltiva da per tutto . 1 fiori non ancora svolti sono doviziosamente carichi di Olio essenziale aro- matico-amaro . Si preparano 1* acqua distillata , t l'alcool di lavanda che si ottiene distillandola collo «?8 spinto di vino ,e giovano ambedue nella paralisi delle membra e della lingua , e son proposti ne' deliquj * nella sincope e nello spossamento delle forze . L' oitQ di lavati da che è un eccitante di prim' ordine. per« che carico del principio canforico , può destinarsi agli usi stessi delia canfora , così ne' tifi colliquativi e nervosi , che nell' apoplessia j nella gangrena ^ ìiella cardialgia , nell'isterismo; e per uso esternò nella reumatalgia , nella paralisi , nella colica . Si raccoglie nel Giùgnp . 86. Lo siecade ( Lavanduta stcechas e?, id. ) E' un suffrutice che nasce ne' luoghi marittimi , ed aridi del nostro Regno , ed è comunissimo nell' isola d* Ischia i Le sue spighe di fiori somministrano i stessi principi del precedente , e possono destinarci ai medesimi usi . , 87. Abrotano maschio ( Artemisia ahrotanum ci. byti- getusìa ). E' un suffrutice comunissimo nelle nostre colline. Tutta, l'erba è carica di principio aromati- co acre amaricante . E' un efficace sudorifero , em- menagogo ed antielmintico . Si pratica in decozione alla dose di un oncia dell' erba in una libbra di acqua , ed in tintura alla dose di due once per ogni sei di spirito di vino j da propinarsene mezz' oncia per volta . Esternamente si usa con gran vantaggio in forma di bagni , o di cataplasmi nella minaccia di gangrena * Può rimpiazzate la canfora . 88. V Arancio ( Cttrus cturantium ci. polyàdelphià ) Quest 5 albero è coltivato generalmente presso di $0 noi . Le foglie , i fiorì , e la scorza de' frutti sonò carichi di un olio volatile aromatico-amaro . Per J'uso medico sono preferibili le scorze de' frutti f che ridotte in polvere e propinate nel vino riesco- no sommo rimedio nelle febbri intermittenti , e corroboranti dello stomaco . La decozione animata dall'acido 'zolforico alcolizzato è vantata nell'emor- ragia uterina ed in quella deìle inorici „ La polvere delle foglie suol praticarsi nei']' isterismo e nelle convulsioni . Taluni gli anno accordata anche forza antiepilettica . La dose della polvere delia corteccia e delle foglie è di una drammn da replicarsi nel corso de) giorno : delia decozione , di un oncia per ogni libbra di liquido. Si preparano 1' acqua disiti» lata e lo sciroppo delle scòrze dt arancio che soglion formar parte delle pozioni eccitanti . L' acqua dei fiori di arancio che suole scambiarsi colla preceden- te . U olio volatile delle scorze di arancio che può sostituirsi alla canfora. Con de' piccioli aranceti im- maturi , digeriti nello spirito di vino si apparecchia una graziosa tintura mólto amica dello stomaco. 89. La Frassinella ( Dictàmnus albus ci. decandria) Pianta perenne de' nostri monti settentrionali. La radice sopratutto quando è fresca esala un grato odore ambrosiaco , ed à sapore aromatico-amaro é Si suole propinare la tintura di questa radice * nella clorosi , nello sconcerto dell' utero , e nelle febbri Riciotta ih polvere riesce anche antielmintica . Può sostituirsi alla serpentari» * Si Raccoglie nel Gn/goo ICO e se ne prepara fa tintura im mediatamente , faceta dola digerire nello spirito di vino nella proporzione di un oncia di radice per ogni sei once di spirito d La dose è ài una dramma replicata nel corso del giorno . 90. Il timo ( Thymus vulgarìs ci. didynamia ) è pianta perenne comune presso di noi , è carica df olio volatile canforico . Si adopra come stomatica ed emmenagogò . L'infuso vinoso della intera pian- ta si applica agli occhi nella involontaria lagrima- zione e si tira nel naso negl' invecchiati catarri . I! suo olio può riguardarsi come succedaneo della can* iora . 91. Il Serpillo ( Thymus serpyllum cT. id. ) Nasce col precedente , e riunisce alle sue qualità un* leg-» gier principio astringente . II suo infuso è proposto particolarmente per dissipare la cefalea prodotta di crapula , e l'olio volatile si applica con vantaggia» al dente carioso dolente . Si usa in forma di cata^ plasmi o di bagni nel ritardo dei mestrui . Il sua olio può surrogarsi alla canfora . 92. Lo Cnajdlìo ( Cnaphal'tum Stoeckas eh synge* nesia ) E' comune ne' luoghi aridi e sabbiosi , ed i suoi fiori son noti al volgo col nome di Eupatorio >', ofior; di massa. E' fornita di principio aromatico' leggier-* mente stittico , e perciò vien proposta come succe- daneo della precedente . Il volgo attribuisce a i fiori forza depurante e suol usarli nelle affezioni erpeti-* che delia cute, ma senza alcun successo. Tutta b ÌQ1 pianta può servir meglio da emrnenagogo ed aa* lielmintico. 93. L' Arist^loch'ta ( Aristohchia rotunda e longa ci, Gynandria ) Nascono insieme queste due piante , e le prima è pia comune nelle nostre valli . Le radi* tei son fornite di principio sromatico-acre amaro f Son usate ridotte in polvere ne' tifi petecchiali in luogo della Serpentari*, nel ritardo de' lodi) o de' jncstrui , nella clorosi , nyell' ariitride , e formano parte dello specifico anticritico del Duca di Port- land . Si asperge parimenti sulle piaghe sordide , e della decozione se ne fanno iniezioni nelle fìstole 9 Può rimpiazzare la serpentaria . La dose è di un$ dramma a due . Si raccoglie nell' Aprile . 94. L' alloro . Vedi il num. 17. Il suo olio vola- tile può rimpiazzare la canfora . 95- La menta pìperita { Mentha piperìta ci, dfdy-t itamìa ) Pianta perenne nativa del nord dell' Euro- pa che t.j coltiva ne' nostri giardini. Qiesta pianta contiene i medesimi principj della canfora fino a risvegliare masticandola quel medesimo senso dj fresco che appartiene a questa droga . In conseguen? 22 di ciò è essa doviziosamente pregna dj oljo can-« forico. Per ottenerne la canfora in gran copia bi? sognerebbe intraprcndarne delle coltivazioni nelle Provincie settentrionali del regno . Una specie di menta indigena che più gli si avvicina per le qua- lità è la puìegtum che incontrasi frequentemente ne* jeargini de' campi , Si prepara 1' acqtta disùlhta, d? 103 pienta piperìta che è un eccellente diffusivo , rn* presso di noi sotto questo nome si spedisce V acqua di mentastro ( mentha crispa ) che è anche più de- bole di quel!?, che si otterrebbe distillando la menta sativa che coltivasi per gli usi di cucina . Quest" acqua entra nelle pozioni eccitanti , rinvigorisce il ventricolo , e rialza le forze abattute dell' intero si- sterna. $6. Il Rosmarino ( Rosmarinus, off'tc'uialis cT. dian- dra ) Suffrutice sempre verde , frequente ne' luoghj maritimi del nostro Regno» E' carico di olio es- senzale aromatico acre canforato . E' un eccellente rimedio stimolante commendato nelle malattie de» nervi , nell' isterismo , nel!' amenorrea . La decozio- ne è raccomandata particolarmente ne' tumori scro- folosi , e l'infuso vinoso nelle diarree croniche „ L'er- ba cotta nel vino applicata in foggia di fomento resiste alla gangrena , e si pratica nel prolasso del retto , e della vagina , L' olio volatile può surrogarsi alla canfora , e si usa nella paralisi della lingua . 97. V aniso . vedi il num. 11. Il suo oliò volatile può rimpiazzare la canfora „ 98. La salvia, vedi il num. 13. Il suo olio volati- le anche è pregno di canfora. 99. L'erigano ( Origanum vulgare ci. didynamia ) E' comune presso di noi . E* copiosamente fornito di olio volatile , aromatico-acre-atnaricante. E' van "• tato nel ritardo de' mestrui , nell' asma pituitoso », nsili tosse . L' olio volatile è un efficace rimedio per ?o3 frenare l' odontalgia e la carie dell'ossa, ed è un suca cedaneo della canfora . L' infuso acquoso de 1' erba può surrogarsi al tè . Tra le altre specie la maggio* rana ( Origanvm ma'prana ) e 1' origano eretico si col- tivano presso di noi , e convengono nelje qualità colla precedente , La polvere delle foglie della prU ma di questa è p irticolarmente adoperata come ster- nutatoria , e forma parte delle polveri cefaliche . IOO. L' oc imo tomentoso ( Ocymum tomentosum ci. id. ) Tutte le s ecie di questo gimere ««- tandria ) Pianta perenne che nasce ne' luoghi om- brosi e freschi ne' nostri monti . Le radici , le /o- g//e e /e bacche sono riccamente pregne di princi- pio narcotico e perciò velenose , producendo vo- mito , delirio , convulsioni , trismo mascellare ed in fine la morte infiammando e corrodendo i vi- sceri . Tuttavia l'estratto del sugo delle bacche e ]a polvere o estratto delle foglie sono stati proposti come rimedj in molte gravi e pertinaci malattie co- me nella mania , nella epilessia , nella malincolìa , nell' itterizia e nell'idropisia . La dose è di un gra- no , accrescendola gradatamente fino a sei grani al giorno . La bella donna è stata anche decantata co- me efficace a prevenire o curare l'idrofobia pratican- dola alle dose di io. a 15. grani nel!' acqua calda ogni due giorni , ed accrescendola se il bisogno 1' esi- f©7 gè finché comparisca V aridità delle fauci , o la ver- tigine . Per uso est.rno in forma di polvere o ài cataplasma si applica allo scirro , al cancro f a i seni fistolosi , agli ulceri maligni a i tumori duri ed in- dolenti , ed alle articolazioni affette da ostinati do- lori osteocopici . Si prepara 1' estratto delle foghe , e delle bacche . 105. La mandragora ( Atropa mandragora ci. id. ) Nasce ne' nostri m or m , e conviene colla precedente nelle qualità e negli usi . La scorza della radice suol preferirsi per gli usi medici , ma questa ammini- strata anche in picciole dosi riesce un drastico peri- coloso , e perciò va rigettata per l'uso interno. Esternamente si applica a i tumori scirrosi , e de* gesticoli . Si raccoglie in primavera . 1 06. Lo Stramonio ( Datura stramonium ci. ìd. ) E' pianta annuale comune presso di noi , velenata quanto le due precedenti . L' estratto di stramonio è stato proposto alla dose di un grano fino a cin- que nell'epilessia 3 ma tutti i pratici si sono lagnati de'la sua inefficacia . Le foglie si applicano con van- taggio al cancro , alla varice dell' ano , ad alle scot- tature . 107. Lo Giusquiamo ( Hyoscyamus n'rger ci. ìd. \ Pianta comune ne' nostri monti , dotata di forza narcotica, ed infesta all'uomo. L'estratto delle fo- glie ,si usa nella paralisi , nella palpitazione , nelle violenti convulsioni , può anche surrogarsi ali' oppio. £»a sua dose è di due grani a venti , accrescendola h 2 to5 gradiramente . E' comunissìma presso di noi l' al- tra specie di giusquiamo detta dal volgo cannocchia- le ( Hyoscyamus albus ); eh' è assai più mite del precedente , ed i di cui semi sono adoprati come se- dativi nell' emottisi , e nell' odontalgia fumandoli nella pippa . L' estratto è stato proposto da Sauva- ges nella cataratta e nell' arnaurosi . Le foglie gio- vano a i medesimi usi esterni delle piante narcoti- che precedentemente descritte . 108. Il Tabacco ( Nicotiana, tabacum ci. iJ. ) E» nativa dell' america meridionale e vien coltivata da per tutto . E' pianta narcotica di primo ordine , mi riunisce un principio nauseante che eccita il vomi- to . ie sue foglie in forma d' infuso vinoso e di tin- tura sogliono praticarsi nell' asma pituitoso , nello scirro , nella idropisia , e nella itterizia . V infuso acquoso o il fumo, in forma di clistiere riescono vantaggiosi nella ostinata costipazione ventrale , nell* ileo f ne'.l' ernia incarcerata e nella colica spasmo- dica . Più particolarmente il fumo è adoperato pee richiamare in vita gli annegati , gli asfissiati dal gas acido carbonico , e per cacciare i vermi dagl' intestini , spezialmente gli ascaridi . Le foglie ba- gnate in aceto e ridotte in cataplasma si applicano a i precordj per muovere il vomito , quando delle circostanze particolari impediscono l'uso degli eme- tici interni . Son rimedio delle piaghe maligne , e frenano i progressi della parafimosi . La dose è dì mezza dramma di polvere per ogni quattro once di acqua, rimanendole iti infusione per un ora circa. Del vino e della tintura preparata colle stesse dosi di mezza dramma ad una dramma e mezza , repli- cata nel corso del giorno . 109. 11 Soìatro ( Solarium n'tgrum ci. td. ) E' pian- ta annuale comunissima per le strade ;di campagna . Conviene colle precedenti nella forza narcotica de- leteria , e può destinarsi all' istess' uso . La decozione Selle sue foglie al peso di una dramma in una lib- bra di acqua è il rimedio del volgo nell' idropisia , e nella blenorrea . Di queste è più sicuro V uso esterno nelle scottature , nel panareccio , nelle pia- ghe maligne , negli erpeti , ne' scirri , e ne' cancri • no. II U appello { Aconitum napsllus cì.polyandria ) Pianta perenne comune nei monti di Apruzzo . Le foglie e le radici sono cariche di principio acre nar- cotico , velenatissimo per 1' uomo . Io ò vedute mangiarle impunemente alle pecore ed alle capre nel vallone di Caramanico presso la Majella , dove se ne incontrano delle immense praterie ; e ned preparato io medesimo l'estratto senza sperimenta- re nella mia persona alcuno di quei sinistri effetti f che gli antichi anno favolosamente assicurato so- pravvenire a coloro che maneggiassero questa pian- ta . Questo si prepara spremendone il sugo e facen- dolo seccare al sole . E' stato proposto nel reuma- tismo cronico , nell' artritide , nell' amaurosi , e ne- gli ulceri ribelli . La dose e di un* 3 due grani. II» Sisogna raccoglierlo prima che abbia annunziato i suoi fiori . ni. Anfora ( Acon'itum anthora ci. ti. ) S'incon- tra colla precedente ma è più rara . Conviene con essa nelle qualità in più debole grado . La radice di questa pianta a cui il volgo attribuisce mille favo- lose virtù non è che un purgante drastico , e può praticarsi alla dose di una dramma . II conos:iuto antidoto di tutti questi veleni narcotici è sempre l'aceto. HO. Il Lauro-ceraso ( V'unu? lauro-cerasus ci. ico* sandr'ia ) E' on albero nativo della Turchia europea, e comunemente coltivato ne' nostri giardini per Y eleganza del suo fogliame perenne . Le sue foglie son fornite di principio na r cotico , combinato ad un olio volatile velenatissimo , la di cui natura noni è ben determinata da i chimici. L'acqua distillata cke si carica di questi princip) è un veleno terribi- le per tutti gli animali . Essa attacca & distrugge l'eccitabilità della fibra organizzata, si dirigge par- ticolarmente sull' irritabilità musculare , risveglian- do violentissime convulsioni , ed ammazza in bre- vissimo tempo . Malgrado ciò non si è mancato di proporla coinè rimedio alla dose di poche gocce, nella disuria , nello scirro e nel cancro , ma il suo uso è molto rischioso . Le foglie macerate nell' ac- qua o nello spirito di vino caricano questi liquidi del sapore delle mandorle amare , e perciò fraudo* lentemenie sono adoprate da i credenzieri per fame ri? de' rosolj , de' sorbetti , e de' dolci impregnati di questo aroma . La polizia medica dovrebbe prende- re in seria considerazione questo perfido abuso , che sotto la maschera di un grato solletico del palato , nasconde gli elementi di un funestissimo veleno . L' infuso acquoso o spiritoso del lauro ceraso , quan- tunque di più debole forza celi' acqua distillata , non è perciò sfornito del suo o'i:> volatile venefico , e perciò è sempre pernicioso alla salute , ed in con- seguenza le preparazioni di cui forma un njredien- te danno lentamente origine a de' sconcerti viscerali o delle coliche , di cui si stenti a riconosrere la ca- gione . Sono antidoti del lauro-ceraso , il latte , l'ammoniaca allungata e l'olio di ulive. 113. II Rus radicante ( Rhus radicans ci. pentan- dr'ta) è un frutice nativo dell'America che coltivia- mo ne' giardini botanici per 1* uso medico. Le fo- glie d: questa pianta sono talmente cariche di uri princio acre volatile , che maneggiandole scottmo. la cute e vi richiamano una risipola . L' acqua di- stillata è un eccellente rimedio negli erpeti ed al- tre eruzioni cutanee invecchiate , praticata esterna- mente in forma di bagni , ed anche internamente alla dose di una dramma a mezz* oncia . E' stata pro- posta nella paralisi , e nelle convulsioni.. 114. Il Papavero ( Papaver somnifernm ci. polyan» dria ) Di questa pianta si conoscono due varietà , la prima nasce spontanea nelle provincie meridionali de,! nostro regno } forma picciole piante , con fiori ira coloriti, camole globose e piccìole e semi neri 5 V altra è quella che si coltiva nel Levante per ca- varsene T oppio , la piante grandi con fiori bianchì teste grandi e bislunghe e semi bianchi . Questa ^stessa coltivasi anche presso di noi per iornire al- Je farmacie le teste di papavero di cui si la lo sci- roppo e l'estratto . Dalle incisioni praticate sulle capsule immature di questi papaveri gronda un sugo Jattiginoso amaro , che col seccarsi diventa di color fosco , e raschiato e ridotto in massa forma il più eccellente oppio detto in lagrima , riserbato in Orien- te per Tuso de' grandi . Questo possiede una forza insigne , e colla metà delle dosi ordinarie se ne ot- tengono prodigiosi effetti . Il sugo delle stesse teste spremuto al torchio , e poi disseccato al sole , ov- vero svaporato ad un leggier grado di fuoco , som- ministra un oppio più debole che mischiato al pri- mo e ridotto in pani involtati nelle foglie della stes- sa pianta è messo in commercio per gli usi medi- cinali . In diversi luoghi di Europa senza escluder- ne la nostra Italia , i Signori Falk , Alston , Charas, Dillenio , Haller , Tralles , Ball , Moscati , Manni / Ripoli , Gagliardi , anno sempre con felice successo replicati gli sperimenti proposti per ottenere V cp= pio dal papavero che coltiviamo , ma la facilità dì riceverlo dal Levante ad un comodissimo prezzo 9 giammai ne à fatto formare 1' oggetto di una spe- colazione . Al presente che questa droga soffre il de» stino di tutte le altre , non si saprebbs consigliare abbastanza a ì nostri nazionali , spezialmente a quel- li delle Provincie meridionali del regno , d' intra- prendere delle estese coltivazioni di papavero per destinarle alla raccolta dell' oppio . Essi potranno esser sicuri che la loro industria sarà largamente compensata dal guadagno che faranno , vendendo 1' oppio ad un prezzo anche il più discreto , e s* renderanno nel medesimo tempo cittadini beneme- riti dello stato , affrancandoci delle non dispregie- voli somme , che per qucst' oggetto paghiamo all' estero . „ Il dottissimo Sig. Savaresi medico in capo dell' armata , dalla sua campagna di Egitto bene istrui- to dei processi praticati dai turchi per la raccolta dell' oppio , è stato in quest* anno incaricato dal Governo d' istituirne de' saggi per assicurarsi della felice riuscita di questa industria . Essendosi egli compiaciuto di dividere con me questo suo lavoro, ini à messo nel^caso di poterne meglio apprezzare i vantaggi , e di fornire a i nostri nazionali una se- rie di precetti che potranno servir loro di guida tutte le volte che si saranno determinati ad occu- parsene . Dal risultato di questi saggi ò conosciuto che ri- cavandosi per ogni migliajo di teste di papaveri un oncia e mez7a di oppio in lagrima , e almeno tre once di oppio di estratto , e destinando per ogni pianta di papavero un palmo quadrato di terreno , da un moggio di terra fissato a palmi quadrati 40 , 80$ H4 sì caveranno sei libbre di oppio della prima sorta e co- diti della seconda , e che perciò fissando il prezzo medio di queste droge a ducati cinque la libbra , si avrà un prodotto di novanta ducati per ogni mog- gio , de' quali detraendo un terzo per la mano i\ opera che bisogna impiegare per la raccolta dell' oppio resta sempre il prodotto netto di sessanta du- cati per ogni moggio « Questo basterebbe per invo- gliare chicchessia ad intraprendere questa industria , che anche a riguardarla come semplice agraria spe- culazione , à in suo favore la più decisa probabilità di una profittevole riuscita . Ecco i precetti che ri- guardano questa raccolta . i. Pr le coltivazioni di papavero bisogna presce- gliere nn campo aprico , ossia ben esposto al mez- zo giorno , e non ingombrato da molti alberi . Il terreno dev' essere quanto è più possibile pingue ed umido . 2. Coloro che nell' Europa settentrionale e neU' alta Italia si sono occupati delle coltivazioni del pa- pavero t àn proposto di seminarlo in Febbrajo , e ciò ragionevolmente atteso la rigidezza di quei cli- mi , ma presso di noi questa pianta passa franca- mente l' inverno a oien' aria , e perciò vai meglio seguire la pratica dei nostri stessi coloni , che soglio- no coltivarlo per gli usi delle farmacie , e che àn veduto che seminandolo in. Ottobre, le piante ne vengono più grandi e prospere , e danno spesso fii no a quattro leste dal medesimo fusio , "5 3. Si prepara il terreno dopo le prime acque au- tunnali , coltivandolo e concimandolo . Quindi si dispone in a'juole larghe quattro palmi e lunghe ad arbitrio . Si gitrano i semi sul terreno facendoli ca- dere piuttosto alla larga , e si ricoprono leggermen- te con altra terra .- 4. Tra un mese circa le piantoline germogliano. Allorché sono cresciute di un pollice bisogna dira- darle Jn modo, che siavi almeno un palmo di di- stanza fra l'una e 1' altra . Almeno una .volta al mese convien raschiarle per liberarle dalle cattive erbe che vi nascono attorno . 5. Al Maggio i papaveri fioriscono ; tre giorni dopo la caduta de' petali , essendo tuttavia i capi verdi ed immaturi è il tempo di raccoglier 1" oppio. Nel corso del giorno si liga con un giungo una fo- glia a foggia d'imbuto sotto ogni testa di papavero per non perdere il sugo grondante . Due ora prima del tramontar dei Sole , s' incidono da un solo lato longitudinalmente colla punta di «n tagliente temperino' , replicando i tagli alla distanza di circa tte linee 1' uno dall' altro , ed avendo ì avvertenza d'incidere' la sola epidermide, e leggermente la polpa sottoposta . Per riuscirvi più comodamente convien munirsi di temperini ordinati a bella posta , armati di tre lame situate alla distanza di tre linee l'una dall'altre, cortissime ed assai taglienti , quasi simili a quelle delle macchinette da scarificar ventose , delle quali la media sia alquanto più corta par adattarsi ii6 alla maggior convessità nel punto dì contatto deJ temperino colla testa di papavero . Questi facilitano di molto l'operazione operando tre tagli per ogni colpo . 6. L'indomani nel corso del giorno , con de* col- tellini o altri adattati strumenti si raccoglie l'oppio staccandolo dalle ferite , e si ripone in un vasetto di latta o di creta , e la sera si praticano i tagli nel lato opposto , rimasto intatto il giorno precedente . Così nel giorno seguente si distacca Y oppio da que- ste nuove ferire nella guisa stessa che erasi pratica- to colle prime . 7. Dopo questa prima raccolta si recidono le fe- ste con una parte de' fusti . Si à cura di raccogliere tutto 1' oppio caduto sulle foglie che àn servito da imbuti sotto alle teste , quindi si dividono queste per luago in due parti , se ne cavano i semi col coltello , e si riuniscono le te&te tagliate in un sac- chetto per spremerne il sugo al torchio . Questo su- go si espone al sole , oppure i fa svaporare lenta- mente al fuoco finché acquisti la consistenza di e Stratto , e serbasi per 1' oppio di seconda sorte . L' oppio cosi raccolto in quest' anno , ammini- strato negli ospedali militari sotto la direzione del- lo stesso sopralodato Medico in capo , è riuscito di una efficacia sorprendente , ed un grano solo di ii 7 quello ài prima sorte , a prodotto in me una son- nolenza ed un peso gravativo alla testa che non si è dissipato prima delle 24. ore . Ritornando alle qualità dell' oppio , è conosciuta la sua efficacia in tutte le malattie, di sommo abaN timento del principio vitale , come nelle febbri , nel* le emorragie , nell' emottisi , e nelle diarree o dis- senterìe invecchiate in unione degli amari e gli astringenti ; ne' dolori d" ogni genere e particolar- mente nella colica, nella nefralgia , nel reumatismo, nella cardialgia, nell'asma convulsivo, nelle tossi, Esternamente nelle ulceri fagedeniche , nella gangre- na , nelle doglie reumatiche, nelle oftalmie, nel tu- more de' testi . Si preparano lo sciroppo di diacodio , o sia di pa- pavero bianco che si fa colla decozione delle teste , ed è un calmante nella tosse e nella cardialgia de* fan- ciulli . L* estratto acquoso , o vinoso e la tintura; La dose di questi e dell' oppio in polvere e di un aci- no fino a dosi molto generose , amministrate a ri- prese e gradatamente . Le sue composizioni più riputate sono il laudano liquido che si propina alla dose di dieci a trenta gocce , le pillole di stirace e di cinogloto la di cui dose è di sei a dieci grani , e la triaca che si dà alla dose di dieci grani a mezza dramma . 115. II rosolaccio { Papaver rhoeas ci. poliandria ) è annua e comunissima ne' campi . I fiori fornisco- no un grato infuso teiforme utile nelle affezioni ca- tarrali , che può rimpiazzare il tè j S\ raccolgono rei Giugno . ito. 11 cinoglosso ( Cynoglossum officinale c\. pen~ tandr'ia ) Pianta perenne , comune nelle nostre pa* duli . Le foglie son fornite di leggier forza narcoti- ca-astringente . Possono rimpiazzare il tè. Il loro estratto dà il nome alle pillole di cinoglosso che deb- bono la loro riputazione all' oppio . Si raccolgono^ nel inaggio . 117. Il y'tncetoss'ico ( Asdeplas v'tncetoxicum cl ? id. ) è perenne, e comune ne' nostri monti . La sua radice è dotata di forza aere-narcotica , ed è un em- menago e diuretico . Si raccoglie nell' Aprile „ 118. Il Leandro ( bleùum oleander ci. id. ) è Qn albero che coltiviamo ne' giardini . Le foglie cotte nel vino sono adoprate da i nostri per curare 1$ scabbie . Internamente muovono il ventre violente* aliente ed ammazzano i vermi. 119. La peonia vedi il nurn. 64. iQo. L' anemone appennina {Anemone appeqn'wa ci, folyandria ) . Questa è comunissima nel nostr9 regno , è infesta agli armenti , che mangiandola spezialmen* te nel mattino , quando la sua virulenza è più con- centrata , sono assaliti da una convulsione che gli torce il collo e gli ammazza . I pastori la conoscono perciò col nome di sicfta . L' acqua distillata è usa- ta d?!!e donne per arrossire il viso con il nome di a'equa di ranuncolo bianco . Applicata la pianta in forma di cataplasma esercita forza corrosiva , ed è commendata nella cefalea, nella reumatalgia , nell 1 ischiade e nell' esostosi . 121. La FitoUcca (Phytolacca decandra ci. decae- dri* ) è pianta nativa della Virginia , resa volgans- siina presso di noi , La radice e le foghe son dra- stiche , il sugo di queste è stato proposto per ri* medio nel cancro , ma questa virtù gii è disputata, da moiti pratici . Colle foglie si medicano le piaghe invecchiate . 122. Za Vulvaria ( Chenopodium vulvaria, ci. pett- tandr'ta ) Pianta annuale comune per le strale ma- rittime . Esala un fetido odore di cui si carica V acqua distillata e l' infuno , vieri proposta come calmante nell'isterismo delle donne. 123. Za Paride ( Paris quadri/olia e], octandria ) . Pianta perenne , frequente nelle nostre valli mon- tuose . V erba e le bacche posseggono forza narco- tica . L2 polvere delle foglie alla dose di uno scro- polo è rimedio nella tosse convulsiva . Là radke data in dose doppia dell' ipecacuana muove il vomi- to , e può surrogarsi a questa droga . Si raccoglie in Giugno , 124. Il Capelvenere ( Adianthum Capii lus verterà ci* cryptovamìa ) Nasce spontanea ne' luoghi umidi ed ombrosi. Tutta l'erba è fornita di forza sedati- va in infuso teiforme giova alle donne isteriche • Entra nello sciroppo di capelvenere. 125. ia cotula ( Aiithemis cofui* ci. syngettesia ) E' annua e nas:e nelle strade campagna . Tutta la 120 pianta con i fiori emana un odore disgustoso . Con- viene colla precedente nella forza sedativa . Si pra- tica in intaso nell' isterismo e nell' asma convulsivo . IQ6". la camomilla romana o antemide nobile ( An* themis noBilis ci. ti. ) E* coltivata comunemente è pregna di olio volatile , e di un principio amaro narcotico . Si propina in infuso teiforme nel!' iste- rismo , nella colica spasmodica , e nella flatuleuza , ed in infuso vinoso nelle intermittenti . I27. La camomilla volgare ( Mairicaria chamomilla ci. taf. ) Questa pianta è coltivata da per tutto ed è pregna de' stessi principj della precedente. E desti- nata ai medesimi usi , ed è piò, comunemente usata nel dissesto delle funzioni uterine , e nelle febbri , anche in forma di bagno , di elistiere , di cataplas- ma . La dose della polvere de' fiori è di mezza dram- ma ad una , dell' infuso di due dramme a tre per una libbra di acqua . Se ne prepara 1' estratto e lo sciroppo che si combinano cogli altri rimedj antkfeb-» brili e sedativi. Si raccoglie nel Maggio. IQ8. Il Corianiro vedi il num. io. iq8. Il Fellandrio ( The l lanàri um aquatìcum ci, fentandria ) . E'4requente ne' luoghi paludosi . I semi son forniti di principio narcotico acre . Son propo- sti nelle intermittenti , nella tabe pulmonale pitui- tosa , e negli ulceri scrofolosi , è il rimedio dell' emor- ragie e de' profluvi dei cavalli . La dose delia pol- vere è di due dramme a mezz' oncia . J30, L'aneto ( Ancthitm graveoìens cL taf.) Si coltiva ne' giardini . Se ne prepara V acqua distilla* ta e Volto volatile , commendato nel singhiozzo , nelle coliche , nel vomito . La dose è di cinque a die- ci gocce . 13 r. La violetta {Viola odorata ci. id. ) E' perenne nelle nostre valli e bisogna distinguerla dalla canina, che a' i fiori sbiadati senza odore . 1 fiori sono im- piegati per formarne lo sciroppo che ne conserva la qualità narcotica , ed è praticato ne' morbi convulsi- vi , nelle malattie del petto ,e nella blenorragia , Le radici ed i semi posseggono forza emetica . In man- canza delle viole sogliono talvolta i farmacisti com- porne lo sciroppo colla radice dell' iride fiorentina che possiede lo stess' oejore delle viole , e la tintura di laccamuffa che fornisce il color ceruleo . Questa frode può venir subito palesata dalla riaftusione dt un acido nello sciroppo che lo cangia in rosso quan- do è realmente di viole, e lo resta inalterato , quan- do è cosi preparato . Le violette si raccolgono nel jnarzo . 132. La triachella ( Ononis natrix ci. dtadzlphia j E.' pianta annuale che s' incontra ne' campi ; è rive- stita di un umore vischioso che esala un grave odo- re nauseante . Come sedativa è adoprata da' conta- dini nelle coliche , ed e proposto nelle intermitten- ti . Si pratica in polvere alle dose di due dramme , •vvero in decozione . 133. H pioppo nero ( Populus nigra ci. dioeàa ) . i 12? Dalie gemme di quest' albero trasuda un umore ana- logo al precedente , e che può servire ai medesi- mi usi . Da ciò che abbiamo riferito di sopra , potendosi riguardare l'oppio come prodotto nazionale , non ri- ma r >-ebbe che il tè ad esser rimpiazzato nella classe de" narcotici , ed il cinoglosso il rosolaccio , il capeU venere , potranno a ciò soddisfare. U oppi» medesi- mo potrebbe nel bisogno esser supplito dal giusquia- mo y dal solatro , dallo stramonio . CAPO V. De* Deostruenti . L» fE piante esotiche fornite di questa forza , e che godono maggior riputazione sono V assa \fsiida la Gomma ammoniaca , il rabarbaro e 1' aloe . Di queste le tre prime sono sostanze gommo-resinose combinate ad un principio volatile acre che nel rabarbaro è misto a molto fosfato di calce . L' ultima è un estrat- to gommoresinoso amaro-astringente . Le piante indi- zine fornite dello stesso principio gommo-resinoso acre Sono la laureola , V iride fetida , la scrofularia , il ci' clamino , il litimalo , la cicuta , il cerfoglio , il cher@- fillo , ed i due ellebori fetido } e nero. F.ù panico- 123 larmente dorati di qualità gommoso' resi nota amaro* astringente , sono il tarassaco , il litospermo , la tas- silagine , 1' aquilegia , la lattuga vtrosa . L' assa fetida e la gomma ammoniaca sono adopra- te nelle ostruzioni, nell' amenorrea , nell'tfj/wd convul- siva e pituitoso , e nell' isterisrno . La dose è di po- chi grani della prima , e di uno screpolo della se- conda . Se ne preparano anche le tinture e gli em- piastri . I' rabarbaro è praticato nelle ostruzioni , nella rachitide , e nella costipazione ventrale ; la dose è di dieci grani a mezza dramma . L' aloe , essendo non altro che il sugo spremuto dell' aloe ferfoliat& che noi coltiviamo ne' giardini botanici , potrebbe esser preparata anche presso di noi , e destinarsi agli Usi medesimi . Essa è impiegata dai medici nella soppressione dr-gli emorroidi , nella costipazione ven- trale , e nelle ostruzioni . Ed esternamente in for- ma d'infuso vinoso o di tintura , nelle carie delle ossa , negli ulceri putridi e nelle piaghe invecchiate. Eorma il principale ingrediente di tutti gli elissiri che si spacciano da' ciarlatani , e che sempre fini- scono col promuovere 1' evacuazioni del basso ven- tre . La dose della polvere è di due grani , e della tintura , o infuso vinoso di mezz' oncia . 134. La Laureola ( Daphne laureola ci. octandria \ è un suffrutice che nasce nelle nostre selve . La scorza della radice è doviziosamente carica di prin- cipio gommo-resinoso-acre . Se ne può preparare i 2. 124 un estratto , che alla dose di pochi grani è un eo celiente rimedio nelle ostruzioni profonde , e nel- le idropisie che le accompagnano ; come ancora nell'affezioni s'rofolosa , e scirrosa. Questa istessa schiacciata ed applicata in forma di cataplasma cor- rode 'a cute , e vi richiama un profluvio di linfa , proecurando uia snecie di vescicatorio che dai pra- tici è chiamato extttorium . Questo cataplasma si ap- plica col p ; ù gran successo all' esostosi veneree , allo scirro , a i tu nori ed indurimenti de' testi . In for- ma di decozione giova nella lepra , data così interna- m-nte che fattone de' bagni negli ulceri maligni. La dose della decozione è di d ie dramme della scorza della raJice in tre libbre di acqua a consumarsene un terzo . 135. Iride fetida R'tcottaria ( Iris foetida ci. trian- dria ) , Nasce colla precedente e la sua radice , con- viene con essi n~lle qualità , riunendovisi un leggier principio narcotico . E' praticata per uso interno nel- le ostruzioni , nelle idropisie , nelle scrofole , e neli' isterismo . La dose dell' estratto è di uno scropolo , della decozione , di mezz' oncia di radice in due libbre d'acqua a consumarcene il terzo. 136, La scrofularia ( Scrophularìa nodosa , peregrina , canina ci. didynamia ) . Queste specie di scrofularie che spno comuni presso di noi , convengon tutte nella foria che è la stessa dell' iride precedentemente descritta . Bisogna propinarne il sugo fresco , perchè col seccarsi perdono tutta la loro efficacia. 325 *37« 11 ciclamino ( Cyclamen europaeum ci. pentan- drìa) . Pianta comunissima nelle nostre selve . La sua radice frésca possiede eminentemente la qualità gommo-resinosa acre , e riesce catartica, emme- nagogo , deostruente ed antielmintica j si applica an- che esternamente ai tumori freddi . L* dose per l'uso interno è di mezza ad una dram ria . Si pre- para con essa V unguento di artanita , le di cui unzio- ni sull'addome muovono il cesso. 138. Il titimah ( Euphorb'ta verrucosa , esula , he- Uoscopia , palustris et ci. dodecandria) Sono comuni ne* campi e ne 1 luoghi padulosi „ Tutte le specie di euforbie convengono nel fornire un sugo lattiginoso gommo=resinoso-acre . Questo è un ottimo rimedio nelle invecchiate ostruzioni e neli* itterizia , propi- nato alla dose di mezza dramma , ovvero in forma di estratto alla dose di otto a dieci grani . Per uso esterno è praticato nella tigna, nelle verruche, nel- l'odontalgia, nella serpig'n? , e negli erpeti . Que- sto sugo seccato al sole può rimpiazzare V euforbie delie farmacie , che vien riunito come caustico ali* empiastro epispastico de' vescicatorj . 139. La cicuta ( Conium maculatutn ci. pentandria) Pianta biennale frequente ne' siti sterili ed ombrosi de» nostri monti . Il suo sugo è talmente carico di principio acre narcotico che è un poderoso veleno . Questo inspessato e ridotto in estratto è gran rime- dio degl' infarcimenti viscerali , nel ritardo de' me- strui , nelle ostruzioni strumose delle glandole , fa- 125 tendo ottimo connubio con i mercuriali , quando queste son prodotte da vizio sifilitico. La dose dell' estratto è di un grano fino a 20. accrescendosi gra- datamente i Per uso esterno si u onde nelle prime vie rendonsi suscettì- bili di una fermentazione che , proccurando un copio- so sviluppo di sostanze gassose , accelera il moto peristaltico delle budella e così favorisce T escre- zione che è loro affidata . In quésta sezione di catar- sici noi riconosciamo la polpa della cassia e quella de 1 tamarindi tra le droghe esotiche , e tra le piante nostrali che possono rimpiazzarle , annoveriamo la manna , le prugne , i fichi , le fesche , a la menorella' i4« i\ 6. La Mirtina è un sugò zuccherino che trasuda ci He incisioni praticate su 1 tronchi del Fraximus o nus , e rotundtfol'm; e di cui s' istituiscono abbon- dai raccolte nelle Calabrie , e n'Ha Puglia ; distin* P'j;rt-iosene due specie cioè la grassa ; e 1' altra detti snanna in cannolo . Questa è dovuta al particolar meccanismo di lasciarla attaccare ad un pezzo di le- gno che si conficca nella ferita dell 1 albero , onde venghi più pura , mentre l' altra colando parte irt terra e parte addensandosi vicino al tronco , è rac- colta in massa , ed è perciò piena d' immondezze * E' un eccellente purgante che conviene a tutte l'età ed a tutte le circostanze , à anche luogo nella tossfi nella rnucedine , nel ingorgamento pituitoso del pet- to é E' praticata nella febbre secondaria del vajuolo Confluente e nel primo stadio delia disenteria . La do~ se per i bambihi è di una dramma a fre ; e per gli aduin di un oncia quando si vuole purgante ; e di due dramme sciolta in un infuso teiforme di fiori di paoaveto o di edera terrestre nelle affezioni del petto. .217. Le prugne ( Vrunus domestica ci. icosandria ) Notissime frutta che mangiate in copia muovono blartdemente il ventre perchè cariche di principio zuccherino mucillaginoso . Se ne prepara la conserva. eh' è aiterata dall'aggiunta di Var) purganti drastici, come sono la scialappa , la scammonea j e che per- ciò non merita luogo tra gli eccoprotici . 218. 1 Fichi ( Ficus carica ci. poly gamia ) Con- vengono colle precedenti nelle qualità, e negli «si' 149 La decozione carica de' fichi secchi è rimedio nelU tosse, e nelle malattie de! petto. 219. Le pesche ( Amygdalus persica ci. icosaniria ) Convengono con le precedenti nelle qualità . Dei fiorì si prepara uno sciroppo che è un blando pur- gante . La dose è di un' oncia . 220. La MercoreMa ( Mercuriali* annua ci. dioecia) Pianta annua coinunissima ne' campi . Usata in mi- nestra o in clistieri , muove comodamente il cesso. I SEZIONE SECONDA Di' Catartici drastici. Catartici qui riportati debbano la loro forza rlla presenza del principio acre che stimolando smodata-i mente le budella accrescono la secrezione del n oc-» ciò intestinale , ed in seguito dell'orgasmo che risve- gliano nel moto peristaltico di quegli organi pr c- curano nel tempo stesso un profluvio del loro umore secretivo , e 1' evacuazione delle materie escrementi^ zie . La scialappa , la scammonea , il turbith , e la senna sono le droghe esotiche che qui appartengono; delle quali le prime tre sono prodotti gommo-resi- HQsi quasi banditi dalla pratica , e soltanto ccnser-* vati in qualche drastica preparazione della scuola anr fica . L' ultima è il prodotto delle foglie della pianta dello stesso nome indigena del Levante e che co- minciamo a coltivare ne' nostri giardini di piante . Le piante indigene che convengono con queste nel- la qualità e nella forza sono 1' elleboro bianco, V asaro , 1' ahi , 1' iride fetida , e la fiorentina , il ci- clamina , la griz'.ola , il convolvolo soldanella e delle stipi , il gelsomino rosso , 1' cZjo/o , V elleboro fetido e tiero ì^. ginestra e la colutea , la catapuzia , il ricino^ la brionia , ed il cocomero asinino . 22:. L' Elleboro bianco vedi il num. 2o6. 222. L' asaro vedi il num. 204. 223. L' a.'oe vedi il num. 178. 224. L' iride fetida vedi il num. 135. 2254 L' ir de fiorentina ( Iris fiorentina ci. trian- dria ) Nasce sulle vecchie muraglie . La radice è profumata dell'odor di violetta , ed è pregna di prin- cipio acre amaricante . Vien impiegata come catara tica , diuretica , ed espettorante . 226. Il ciclamino vedi il num. 137. 237. La Graziola vedi il num. 214» 228. Il convolvolo soldanella e delle siepi ( Convol- vulus soldanella & saepium ci. pentandria ) La pr - ma nasce nelle sabbie de 1 littorali marittimi , e la seconda è comune nelle siepi . Il sugo di entrambi spremuto ed ispessato fornisce una sostanza estrattiva gommo-resinosi perfettamente simile alla scammo- nea ed al turbila , e catartico-drastico al par di es.i , 229. Il Gelsomino rosso , o di notte ( Mìrabilis di- chotoma ci. ìd. ) E' coltivata comunemente per i brì fiori rossi che si aprono la sera . Le radici V\? '5i dotte in fette e seccate all'ombra rimpiazzano la scia-* lapoa , essendo cariche de* medesimi suoi principi , 230. L' Ebolo vedi il num. 209. 231. L* Elleboro fetido e nero vedi il num. 142. 232. La Ginestra ( Spartium junceum & Scoparla cU dtadelphia ) Frutici comuni nelle valli e ne' littorali marittimi . Le tenere cime de' rami sono praticate come catartiche e diuretiche , La dose per la deco- zione è di mezz'oncia in sedici once di acqua da consumarsene la metà , da propinarsi a riprese ed a picciole dosi nell'idropisia, ed in una soia pozione nella costipazione ventrale . 233. La Colute?, ( Colutea arborescens ci. id.) Con- viene colla precedente nelle qualità e negli usi , 234. La catapuzia vedi il num. 207. 235. Il Ricino ( Ricinus communis ci. monoecia ) B coltivata per uso medico. Si cava dai semi per e- spressione un olio crasso che è un eccellente catartico, preferibile a qualsivoglia altro nelle saburra viscerale, nelle coliche saburrali e nefritiche , nel primo stadio della disenteria , nella verminazione e nella tenia . La dose è di mezz' oncia a due . Bisogna guardarsi bene di propinarne i semi in sostanza , • giacché la loro scorza è pregna di un principio acre velenosissi- mo , per la qual cosa quando si desidera 1' olio più mite , bisogna inculcare di scorticare i semi prima di assoggettarli al torchio . Conviene anche avverti- re alja sua freschezza t giacché è molto facile aran- cidere' . Suol combinarsi coli' acqua di menta e 152 qualche sciroppo per mascherarne il nauseante sapo«» re , ed impedire che diventi torminoso . 236. La Brionia ( Brionia alba ci. monoecia ) Pian- ta rampicante che nasce copiosamente nelle nostre siepi . A' una grande radice carica di principio acre caustico; onde sperimentasi catartica diuretica ed antielmintica , ed è proposta nell'idropisia , nell' as- ma e nella mania. Esteramente in forma di cata- plasma si applica alle giunture affette dj dolori reu- matici , alle lupie , ed alla tigna . La dose della pol- vere della radice è di mezza dramma , e del sugo inpessato di una dramma. Col sugo recente prepara- sene lo sciroppo che si propina alla dose di meza? oncia . 237. Il cocomero-asinino vedi il num. 3ii« CAPO XL Ve diuretici . SEZIONE PRIMA De % Diuretici acri , J. diuretici possano dividersi in quattro sezioni . La prima comprende- quelli che debbono questa forza ad un principio gommo-resinoso acre . La seconda ap- partiene a quelh che a questo principio riuniscono jl principio astrìngente , amare . La terza è per 1® *53 sostanse resinose pure . La quarta è per le resine combinate all'acido benzoico. Appartengono alla pri- sma sezione il colchico, la solila , V asparago , la lau~ veola , la linaria , la cimbalaria , il solano , il solati» spinoso , il vincetossico , 1' ebolo , la vitalba , il rafano rusticano , il prezzemolo , il sellerò, il cerfoglio , 1' ackekengi , il hpidio , il ravanello, il cartamo ; 1* <*- g//o , la cipolla, il •?£<& acrc,\d. scoparla ,Y elaterio ed il /^/>e ^' dC9»a . Nella seconda sezione si riportano la pareira brava droga esotica, 1' »t>rassaturato . Con una libbra di ceneri e quattro lib- bre di asprino si apparecchia un licore che coli' ad- dizione di un pugno di assenzio si propina alla dose di una libbra ai giorno r.gli anasarcatici & I semi snuovono blandemente il vomito . 262. Il cocomero asinino vedi il nutrì. SU. 263. L' Uva nrsina vedi il num. 47. fci4i II Frassino ( Praxinus excclsior ci. po/y gamia) 1 I 5 8 Albero spontaneo de* nostri boschi . I semi son prò» posti come diuretici. Bisogna tener conto della scor- za de' rami giovani come succedaneo della china t perchè pregna di principio amaro-stittico . 265. L' Ononide ( Ononis spinosa ci. diadelphi* ) . Pianta perenne frequente ne' luoghi padulosi e ne* margini de' campi. L' erta e la radice sono pregni di principio amaricante- acre . Si praticano in polve- re o in decotto nelle affezioni calcolose nell'idroce- le e nell' itterizia . La dose della polvere è di una a due dramme, della decozione di mezz* oncia di radici in una libbra di acqua . *66. La Virgaurea ( Solidago virgaurea ci. synge- vesta ) . Pianta perenne comune nelle valli . E' ado- prata con vantaggio nelle affezioni nefritiche , nel calcolo de' reni , e nel mino cruento . Si propina così in polvere che in infuso o in decotto . C67. La carlina volgare , o cardogna ( Carlina vUl= gar'ts ci. id. ). Nasce abbondantemente nelle nostre colline . La decozione di una quarta d' oncia della radice in ott' once di acqua , replicata nel corso del giorno , è un efficace rimedio nell' iscuria vescicale. Si raccoglie in maggio „ 268. Il chelidonio ( Chelidonium majus ) è perenne^ e nasce ne 'luoghi ombrosi . La radice e Y erba sono pregni di sugo aere-amaro . Se ne pratica il decotto nella cachessia , nell' idropisia , nell' itterizia , e nelle malattie cutanee . Esteramente si adopva per por* '159 iar vìa le impetigini, le verruche , negli erpeti » e nelle ulceri fagedeniche . 269. La Sclarea vedi il num. 184. 270 La cenùnodia ( Polygonum aviculxre ci. octan* Aria ). Il primo nasce da per tutto ne' luoghi incol- ti e nelle strade , e P altro nelle sabbie de' lidi del mare . La 'decozione di queste piante è rimedio nel- le affezioni calcolose . 271. La saponaria vedi il num. 163. 272. Le pimpinelle vedi il num. 77. 273. Il Laserpizio o meo barbuto vedi il num. 2r„ 274. Il Larice ( Pinus larix ci. monoecia ) . Albe- ro che nasce ne' boschi montuosi della puglia e del- le Calabrie; dalle incisioni praticate nel tronco gron- da un sugo resinoso che è la trementina di venezia , che dovrebbe dirsi làricinà perchè non è esclusiva ■di questo paese , questa può sostituirsi al terebinto di cipro . Esercita una forza particolare sulle vie urinarie infettando le urine di odore di viola. E" ottimo rimedio nella blenorrea , e nella nefritide cal- colosa , entra ne\\' unguento digestivo , e nel balsamo di arceo , rimedj praticati da i chirurgi per consolida- re e ripurgare le piaghe . Si propaia sciogliendola col tuorlo d*uovó e lo zucchero, o qualche mucil* Jagine in vece di questo. La dose è di uno spopo- lo ad una dramma * Per distillazione se ne ottiene V olio volatile di trementina, che si pratica a poche, gocce nella sciatica , e nei reumatismi ; ed esterna- mente per frenate 1* emorragie e sciorre i tumori et- léo stici e V idrocele , e per reprimere la putredine del? la gangrena . Q75. 11 pino silvestre vedi il num. 194. Il sugo che gronda dalle incisioni praticate ne' tronchi di quest' albero e del pìnus pìcea è la trementina comune che può rimpiazzare le due precedenti . Coli' azione del fuoco , da i pezzi secchi del legno disposti per mo- do che possa raccogliersi P umote che ne stilla bru* dandoli , sì ottiene il catrame o sia pece liquida di cui si apparecchia l'infuso agitando due once di ca- trame in una caraffa di acqua , che alla dose di tre once a mezza libbra al giorno giova nelle croniche malattie del petto. Ed in dosi più generose è rime» dio dello scorbuto e del vajuolo confluente e muove il ventre adoprata per clistieri . La pe sinà , l' ononide , la carlina volgare j il terebinto ài cipro , ed i balsami dalle nostre trementine , dalla pece liquida ,' e 1' olio di pino «, Ì6* SEZIONE SECONDA De diuretici mucillaginosi . \/Ueste sostanze sono cariche del principio muco-» so che è il primo prodotto dell' assimilazione vege- tabile . misto talvolta allo zuccheroso, che è aneli* esso copiosamente sparso ne' prodotti delle piante <, L'osservazione à dimosrrato che queste sostanze anno una particolare affinità colle vie ureteriche , minorando l' irritamento e 1' adesione che sogliono investire questi organi , dietro 1' influenza del vele- no sifilitico , o delle congestioni calcolose . La gomm arabica , 'la tragacanta e lo zucchero so- no le tre droghe esoiiche che sogliamo praticare con queste indicazioni . E tra le piante indigene anno- veriamo la consolida media , Ja vite , V altea , la mal" va , il lino , il pruno , il mandorlo , 1' orzo , la liqui- rizia , fi meliloto , la parietaria e la canapa -. La can- na che ci somministra lo zucchero è originaria della Sicilia donde è stata trasportata nel nuovo mondo , ed altra volta si vedeva coltivata con successo nelle Calabrie . Al presente su di questa coltivazione non si potrebbe intraprendere che una rischiosa specula- zione . Per riparare provvisoriamente alla scarsezza di questo prodotto tanto ricercato per gli usi econo- mici , giova meglio ottenerlo dalle altre piante che ne sono più. doviziosamente fornite , tra le quali bi- i6ù sogna dare la preferenza alle uve bianche perchè coti facili precessi re possiamo- ottenere de' sciroppi ser- vibili soprattutto per gii usi farmaceutici , ed una gran parte degli usi economici . Questi processi sa- ranno riportati sotto l'articolo della vite . Alla gom* m arabica e tragacanta possiamo sostituire , non solo i sughi delle piante indigene summentovate, ma anche le gomme che si raccolgono da i tronchi del fruito e del mandorlo . 276. La Consolida media vedi il nam. 39. 277. La vite ( Vitis vinifera eh pentandria ) I frutti èi questa pianta sono talmente carichi di sostanza zuccherosa , che quando son secchi noi li veggiamo ricoprirsi di fioriture che sono di vero zucchero . 1 più spediti processi per ottenete dall'uva lo sciroppo e Io zucchero furono felicemente praticati presso di fjoi pochi anni fa per supplire alla scarsezza di que- sto prodotto , e resi pubblici dal nostro bravo chi- mico il fu Sig. Domenico de Tommasi troppo prema- turamente involato alle scienze . -Questi si riducon® a i seguenti . Primo processo per lo Sciroppo dell'uva. it j£\T) ogni dieci libbre di mosto ( succo d' uva ) della bianca , dolce ; purgata dalli raspi , dagli acini immaturi e dalli guasti ; cavato sali 9 istante f . pon- gansi libbra una di pietra calcarea , di marmo iH *63 polvere , ( carbonato di calce ) affine di toglierne j' acido tartaroso , il quale forma il tartaro calcareo , ( tartrito di calce ) che ravvisasi al fondo del vase , bve si è fatta l'operazione , assieme col marmo so- prabbondante , Si agita quindi durante 1' efrervescen- 2a , dopo facciasi stare in riposo per un'ora. Si de- canta , vi si mescola perfettamente un bianco d' uo- vo , e facciasi bollire per un momento. Si schiuma £er separarne la materia fibrosa della pianta , ( os- sido carbonio idrico ) indi si metta ad evaporare si- no alla consistenza di sciroppo , che è quando dise- gna , bollente , tirato dal fuoco e fatto stare quieto per un momento , 30 gradi all' aerometro . Secondo processo ptr io Sciroppo dell' uva purificato col mezzo del carbone . „ Dentro la stessa quantità di mosto , trattato , co- me nel primo processo colla pietra calcarea , fac- •iansi bollire , sino alla consistenza di sciroppo , on-" ce sei di carbone sminuzzato alla grossezza di un sece ; quindi colasi per una tela , senza espressione k • E' da notarsi che il carbone che dovrà servire per maestà operazione , cioè carbone da cucina , si deve prima accendere perfettamente , indi si smorza con un poco d' acqua . In tal guisa preparato toglie allo sciroppo la maggior parte del colore e dell' odore . 164 Terzo processo per ottenere lo Sciroppo dell' 3 uvei dal mosto a.tto , ( succo d" uva cotto a sci- roppo, ossia ossido carbonio idrogenoso coti acido tari aroso ) „ Coloro eh? anno il piacere di conservarsi il ma=» sto e.. ito , possono in ogni teitioo ricavarne Io scirop- po dell'uva; a tal' uopo impiegarsi ad ogni venti libbre di mosto cotto altrettante di acqua , e quindi- ci libbre di pietra calcarea in polvere ; indi facciasi la stessa operazione, cerne si è detto nei primo prò* cesso i Quarto processo per ottenere lo Zucchera dalV uva , come quello deli America . ,, Si faccia cuocere Io sciroppo descritto di sopra tré gradi di più delia cottura ordinaria de' sciroppi , che disegna 33 gradi all' aerometro ; questo si cola attra- verso d'una tela in un vase di cre Iati di co . Di tutta questa classe la sola poìigala è esotica . Questa è decantata nel trattamento delle malattie atoniche del petto , come nella peripneumonia spu- ria , nella tabe pulmonale . Noi possiamo rimpiaz- zarla colla poìigala nostrale , oppure riunendo 1' arotit al centauro ed al botrts . 288. U Aro ne ( Arum maculatum ci. gynandria ). Pianta perenne comune ne' luoghi ombrosi e ne' inargini de' campi . La radice è carica oltremodo di principio acre onde essendo fresca esercita forza cor- rosiva , abbonda parimenti di fecula , seccandosi per- de parte della sua acrimonia , e cotta al forno di- venta innocua , fino a servir di supplemento alle so- stanze farinose da far pane . Per uso interno bisogna preferire la radice seccata di fresco , che alla dose di dieci grani a mezza dramma" è un efficace rime- dio nell'asma umorale nella peripneumonia spuria, ed è anche praticata con successo nelle intermitten- ti e nella cachessia . Esternamente si applica il ca- taplasma di radici fresche di arone alle giunture af- fette da dolori artritici , o da esostosi . 289. L' Iride fiorentina vedi il num. 225. ?9P. 1/ iride germanica vedi il num. 212, ., m 591. Le Liquirizia vedi il miro. 284. 292. La poltgala nostrale ( Volygala vulgaris cl„ diade Iphia ) . Pianta perenne che nasce ne' nostri monti . La radice può destinarsi agli usi stessi della 'poltgala di virginia. Si propina in polvere alla dose di due dramme , ed in decozione alla dose di mezz» oncia in una libbra di acqua .Si raccoglie di primavera. 293. V Edera temstre ( decorna hcderacea ci. di- dynamia ) è spontanea , e nasce nelle nostre valli L'infuso teiforme dell'intera pianta si pratica nelle; affezioni catarrali. Si raccoglie di Marzo. 394. Il Lichene islandico vedi il num. óo. CAPO X11L De' corrosivi. CjOtto questa classe seno riunite le sostanze acri- moniose di ogni genere che applicate alla cute vi ri- chiainano un irritamento ed una sensibile lacerazio- ne . il solo euforbia che è un sugo gommo-res'moso che ci viene dal levante è la droga esotica di questa classe , abbondantemente rimpiazzato dalle sostanze indigene fornite dello stesso principio e per la mag- gior parte già descritte nelle classi precedenti . Queste sono la laureola, lo Gnidio, il pepe d'acqua e la persicaria , Varane, i ranuncoli, la vitalba , l* anemone appenn'ma , il chelidonia , la senape e la brionia. 295. Lx Laureola vedi il num. 134. 296, Li Gnidio ( Daphne Gnidtum ci. id.) E' uijl irutice che incontrasi nel littorale di Baja e di Mi- seno , ed in altri luoghi marittimi del nostro Re- 171 gn© . Conviene" colla precedente nelle qualità e ne- gli usi . 297. 1 1 pepe dì acqua vedi il num. 160. 298. La persicaria ( Volygonum persicata ci. id. ) Nasce nelle paduli è conviene col precedente nelle qualità ed usi » 299. L' <*ro«e vedi il num. 288. 300. I ranuncoli vedi il num. 215. 301. La vitalba vedi il num. 248. 302. L' anemone appennina vedi il num. ilo, 303. Il chelidonio vedi il num. 268. 504. La senape vedi il num. 74. 305. La brionia vedi il num. 236. CAPO XIV. o Degli Antelmintici . Uesti rimedj essendo pregni di un principio acre o volatile infesto a 1 vermini che sogliono svilupparsi nelle prime strade , riescono ad ucciderli qnando son propinati con questa indicazione , ed a disporli ad esser cacciati dalla forza di un catartico. La sementina di levante è la sola droga esotica antielmintica che conoschiamo . Questa può venie supplita di felce maschio e femmina dalla valeriana, fialla graziola , dal botri s , dall' abrotano maschio e femmina , dall' aglio , few* elleboro fetido e nero. 306. Il Felce maschio ( Volypodium filix mas ci. cryptogamia ) E' perenne e frequente nelle selvi . La radice è un eccellente antielrutnti^o , di sperimenta- ta virtù contro la tenia, nota col nome di specifico I?2 ài Nuffef . Per cacciar questo verme si propina alla dose di due dramme ridotta in polvere , e quindi dopo poche ore si avvalora coli' uso di un purgante tra quali è preferibile l'olio di ricino dato a dosi- generose . Si pratica per cacciare i lombrici , ma» allora deve usarsi in dosi più refratte , ed è buono impestarla col miele. Si raccoglie nel Gennaro . 3C7. La felce femmina ( Fteris aquilina ci. id. ) Nasce da per tutto ed è la felce del volgo . La ra- dice conviene colla precedente nelle qualità e negli usi. 308. La valeriana vedi il num. 19Q. 309. La Graziola vedi il num. Q14. 310. Il botris vedi il num. 80. 311. L' abrotano maschio vedi il num. 87. 312. L' abrotano femmina o erba canfora vedi il n.24. 313. L 1 aglio vedi il num. Q57. 329. 1/ elleboro fetido vedi il num. 142. 315. L' elleboro nero vedi il num. 142. Degli ammollienti ò creduto inutile occuparmi par- ticolarmente perchè questi convengono in tutto co 1 diurstici~mucillaginosi . Degli antacidi che appartengono al regno minerà» le non è questo il luogo di far pasola . Tra gli ossigenanti vegetabili posiamo riportare tutti gli acidi vegetabili descritti nel capo degli an- tiscorbutici . Tra i disossigenanti debbono annoverarsi le sostare 7,e astringenti già descritte sotto questo titoio « IL FINE, t N D T G E DEGLI ARTICOLI. 175 Abelmosco 68. Abrotano femmina, o can- fora bianca 24. 312 .Abrotano maschio 87.187. 3*i Acetosa 148 Acetosella 149 Agerato 22 Aglio 257. 313 Aichemilla 44 Alisso mariti mo 162 Aìkekengi 253 Alloro 17. 94 Aloe 178. 223 Aquilegia 146 Animi 12 Anemone appennina storia 120. 302 Aniso 4. 97 Antemide nobile 126 Antora ili. Arancio 88 Aristolochia 93. 199 Arone 288. 299 Artemisia 3 88 » canforata Ina Asaro 204. 222 Asparago 240 Assènzio 5 B Barbarea 157 Bardana 175 Baccaburìga 152 189 Bellide 41 Belladonna 104 Bistorta 27 Borsa di pastore i6i Bosso 172 Botris 174. 80. 310 Bovi sta 45 Brionia 236. 305 C Caglio 42 Calamo 84 Camamilla 127 Camedrio 15 Canape 287 Capelvenere 124 Cardamine 160 Cardo moscato 67 » santo 7 stellato 4 Carlina 18. 176" Carlina comune 267 Cartamo 256 Catapuzia 207. 231 Centauro minore 3 Centinodia 270 Cerfoglio 140. 252 Cheiri 79 Cherofillo I4t Chelidon o 268. Ciclamino 137. Cicuta 139 Cimbalaria 243 Cimino 87 Cinquefoglio 3* 3P3 226 ?74 Cinoglosse 116 Cipero 182 Cipolla 258 Cipresso 53 Coclearia 1 54 Cocomero asinino Sii. 237. 262 Colchico 238 Coìutea 233 Consolida media 39. 276 Convo'volo delle siepi, e soldanella 228 Coriandro io. 128 Cotogno 36 Cotula 125 Crescione 156 b Cigitnle purpurea 213 Dittamo eretico 71. 180 Doronico 103 Dulcamara 165 E Ebano 171 Ebolo 209. 230. 247 Edera 51 ■ ■ terrestre 203 Elleboro bianco 193. 206* 221 — — * ferMo è nero 142. 231. 3*4- 315 Erba forte joi Erisimo 154 Eup3*orio 43. 170 V Felce màsch e femmina Fellandrio 128 Fico 218 Fitolacca 12* 106 397 Fragola 61 Framboasso 15* Frassinella 89. 20E Frassino 264 Fumaria 6. 177 Fungo da esca 46 G Cariofillata 26. 49 Gattaria i8ó Gelsomino rosso 229 Genziana 1 Genzianella 2 Ger nio moscato 66 ■ roberziano 65 Ginestra 232 Giusquiamo 107 Gnatalio , o fiori dì mas* sa 92 Gnidio 296 Granato 30 Graziola 214. 227. 309 I Imperatoria 20 Ipocist'de 34 Ippocastano 28 Iride fetida 135. 224 fiorentina 225. 289 > germanica 2i2. 209 Issopo 14 L Larice 274 Laserpizio 27J Lattuga vitosa i4f Laureola 134. 241. 295 Lauroceraso 112 Lavandola 85 Lepidi o 214 Lichene islandico 60. 294 Liquirizia 284. 291 Linerìa 245 Lino 280 Litospermo 56*. 144. Luppolo 1.9 M Malva 979 Mandorlo 282 Mandragora 105 Manna 2i6 M;rrub'io 185 Matricarii 190 MeHssà 70. 179. 285 Minta piperita 95 Meo barbuto 21 Mercovella 22o Mirto 61 N Nappello 110 ^igeila 83. 197 Koce 50. 1Ó8 O Chimo tomentoso 99 Ohr.o 52. 167 Ononide 265 Onopordo 40 Origano volgare 203 ■ eretico 100 Orzo 283 Oppio e modo di prepa- rarlo 114 P Papavero 114 Paride 123. 205 Parietaria 286 Peonia 64. 119 Pepe di acqua 2^0. 297 Peperone 72 Persicaria 298 Pervinca 57 Pesco 219 Piantaggine 38 Pimpinella maggiore 77 sasislraga 78. Ì72 Pino silvestre 275. 194 Pioppo 133 Poligala nostrale 292 Prezzemolo 251 Primavera 16 Pruno 217. 28 spinoso 48 Pugnitopo 9 Quercia 33 Q R Rafano rusticano 151. 249 Ranuncoli 21 5. 300 Ravanello $59. 255 Ribes 150 Ricino 235 Robbia 25. 54 Rosa 63 Rosmarino 96 Rosolaccio jì 5 Ruchetta 73 Rus radicans 113 Ruta 198 S Sabina 202 Salcio 51 Saliearia 29 Salvia 13. 98. 183 S imbuco 173 Sanzio spinoso e struma-? rio 169 Saponaria 163. Q71 Scilla 210. 239 Sclarea 184. -260 Scoparla 261 Scrofularia 136 ■ acquatica 8 Sedo acre 259 Sellerò 130. 251 Senape 74. 304 Serpillo 91 Seseli 82 S ; o 153 Smilace 164 So'atro 109. 244 Solino spinoso 245 Sorbo 32 Ste.ade 86 Stramonio 106 T Tabacco 108. 2o3 Tanaceto 23. 191 Tarassaco 143 Timo 90. 182 Titimalo 138 Tormentili» 35 Triachella 132 } Tussilaggine 145 U Uva ursina 47. 263 Uvularia 37 V Valeriana 76. 192. 308 Verbena 58 Veronica 59 Vincetossico 117.200.246 Viola tricolore 166, Violetta J31 Vjrgaurea 266 Vitalba 248. 301 Vite 277 Vulvaria 122 Z Zafferano 75. 195 Zucchero d' uva e modo di prepararlo 277 QK 99 .T42 "'"' Garden Ub,3rv Te Wi nmnì^W' sulle qualità med 9e " 3 5185 00024 0141 : >. ■ .*.